Skip to main content
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Tag: Benessere

Al via dal 20 gennaio il Green Pass per accedere ai servizi alla persona.

La professionalità e la qualità degli operatori regolari a tutela della salute.

Come noto, a partire dal giovedì 20 gennaio 2022, sarà necessario possedere il Green Pass “Base” per accedere alle attività dei servizi alla persona, tra cui il Salone di acconciatura, il Centro Estetico o il proprio tatuatore di fiducia.

Il Green Pass nella versione “Base” è quello che si ottiene tramite vaccinazione, guarigione, test antigenico rapido o molecolare con risultato negativo.

L’obbligo rimarrà in vigore fino al 31 marzo 2022, data attuale di termine dello Stato di Emergenza sanitaria. Le verifiche del possesso del green pass “base” dovranno essere effettuate dai relativi titolari, gestori o responsabili.

“Abbiamo accolto con favore l’introduzione di tale misura da parte del Governo, come ulteriore tutela della salute degli operatori – afferma Johnny Oregioni, Presidente della Categoria Benessere di Confartigianato Imprese Sondrio – e soprattutto come strumento per consentire l’operatività ed evitare nuove chiusure temporanee che hanno dato un forte scossone a tutto il comparto nel corso del 2020  e del 2021. Agli operatori regolari è stato chiesto di svolgere un ruolo di controllori e l’auspicio è che le Autorità diano buona mano nella battaglia contro gli abusivi. ”

Siamo certi che mantenendo alta l’attenzione e rispettando le norme si possa dare un forte contributo al contenimento della diffusione del virus. 

Il rischio di un incremento del lavoro abusivo è reale, soprattutto da parte di quella, seppur fortunatamente minima, fronda di persone che non ha ancora provveduto a vaccinarsi. 

Ricordiamo che la normativa del settore non consente lo svolgimento delle attività di acconciatura ed estetica a domicilio, se non per alcuni casi eccezionali. 

L’invito è quello di vaccinarsi, se la situazione personale lo consente, ed in ogni caso di rivolgersi sempre e comunque ai saloni e ai centri regolari presenti sul territorio. Un invito che vale oggi ma che non cessa di avere la sua forza anche dopo la pandemia: la tutela della salute personale e collettiva nonché la tutela sicurezza dei clienti passa anche attraverso il contrasto netto verso l’abusivismo. 

Tatuaggi e piercing: approvata la nuova Legge Regionale per il settore

È stata pubblicata sul supplemento n. 30 del Bollettino ufficiale di Regione Lombardia (27 luglio 2021) la Legge Regionale n. 13 che regola le attività di tatuatore e piercer.

La nuova Legge Regionale è già in vigore e introduce importanti cambiamenti su vari aspetti. Uno dei punti cardine riguarda la formazione abilitante: per gli operatori di tatuaggio e di piercing viene infatti introdotto l’obbligo di frequenza di corsi specifici di 1.500 ore (1.000 ore di attività teorico-pratiche e 500 ore di tirocinio) con l’obiettivo di fornire adeguate competenze in materia di anatomia, fisiologia, patologia dell’apparato cutaneo, tecniche pratiche di tatuaggio e del piercing, rischi connessi alla salute, norme igienico-sanitarie e di prevenzione.

Nel testo viene specificato che gli operatori già in possesso dell’attestato di competenza regionale relativo al profilo professionale di operatore tatuaggi e piercing, sono esentati dall’obbligo di frequenza dei nuovi corsi.

Una novità che riguarda tutti gli operatori, anche quelli che già operano al momento di entrata in vigore della Legge,  consiste l’introduzione dell’obbligo di frequenza di corsi di aggiornamento a cadenza triennale

La norma specifica inoltre una serie di requisiti e di divieti per l’esercizio dell’attività introducendo specifiche disposizioni nei confronti dei potenziali clienti minorenni. 

Novità anche sulle informazioni da rendere al cliente: dall’affissione in negozio delle informazioni relative all’avvenuta formazione dell’operatore,

ai materiali e prodotti utilizzati, ai rischi legati all’esecuzione dei tatuaggi e piercing, con l’obbligo di far sottoscrivere al cliente il consenso informato.

Pesanti sanzioni sono previste per gli operatori che risulteranno inadempienti a seguito di verifica da parte del Comune e dell’ATS per gli aspetti di loro competenza.

Le Disposizioni attuative previste dalla legge stessa sono state approvate il 21 dicembre 2021 con delibera n. dgr 5796/2021 e sono state pubblicate sul BURL del 30 dicembre 2021.

Nelle Disposizioni sono disciplinate:

  • modalità di svolgimento dei percorsi formativi e degli aggiornamenti (allegato 1); 
  • riconoscimento della professione regolamentata di tatuatore e piercing in Lombardia ai sensi della Direttiva 2005/36/CE (allegato 2); 
  • informazioni sui rischi legati all’esecuzione e sulle precauzioni da tenere dopo l’effettuazione di tatuaggi o piercing (allegato 3);
  • requisiti igienico-sanitari per lo svolgimento delle attività di tatuaggio e piercing (allegato 4);
  • modalità di preparazione, di utilizzo e di conservazione, nonché le cautele d’uso delle apparecchiature e dei pigmenti colorati e dei monili utilizzabili (allegato 5);
  • contenuti del modulo di consenso informato da far firmare ai clienti e ai minorenni (allegato 6); 
  • modalità di autorizzazione e svolgimento delle manifestazioni pubbliche di tatuaggio e piercing (allegato 7).

La delibera stabilisce che il personale di oreficerie/gioiellerie, farmacie, centri di estetica/benessere, profumerie possono continuare ad effettuare la foratura del lobo auricolare nel rispetto delle indicazioni contenute nelle note regionali:

protocollo n. H1.2006.29964 del 20 giugno 2006 e protocollo n. H1.2013.0009216 del 20 marzo 2013.

Per i dettagli rinviamo alla delibera contenente le disposizioni attuative.

Confartigianato Benessere: raccolte 50mila firme contro il ‘nero’ in zone rosse

Il Governo riapra le imprese di acconciatura ed estetica

Quasi 50mila firme per far riaprire acconciatori e centri estetici nelle zone rosse, bloccare le attività abusive e garantire la sicurezza dei cittadini.

Le hanno raccolte Confartigianato, Cna, Casartigiani con una petizione on line lanciata il 31 marzo. E ieri, 6 aprile, i Presidenti nazionali delle tre Confederazioni dell’artigianato e delle Pmi hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio Mario Draghi e ai Ministri dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, della Salute Roberto Speranza, degli Affari Regionali e Autonomie Mariastella Gelmini nella quale ribadiscono la richiesta di consentire la riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica nelle zone rosse.

“Forte è stata la partecipazione alla petizione anche in provincia di Sondrio – sottolinea Johnny Oregioni, Presidente del comparto benessere di Confartigianato Imprese Sondrio – dove, con grande senso di responsabilità, gli imprenditori e operatori , ormai esasperati, hanno contribuito a far sentire la loro voce firmando e divulgando l’invito all’adesione anche ai loro collaboratori e clienti. Come affermo da tempo, la situazione è sempre più drammatica e molte attività rischiano di chiudere definitivamente.”

“Le imprese del settore – scrivono il Presidente di Confartigianato Marco Granelli, di Cna Daniele Vaccarino e di Casartigiani Giacomo Basso – hanno accolto con grande senso di responsabilità i rigorosi protocolli igienico-sanitari, rispondendo con diligenza e rigore alle indicazioni del Governo per evitare la diffusione del virus e hanno organizzato le attività su appuntamento in modo da non generare assembramenti. Non è un caso quindi che non vi siano state in questi mesi evidenze di contagi all’interno dei saloni e dei centri estetici, ove è stata sempre garantita la massima sicurezza per operatori e clienti”.

“La sospensione delle attività – sottolineano – oltre a creare un danno economico insostenibile per le imprese del settore, ha favorito la rischiosa ed ormai ingestibile proliferazione dell’offerta irregolare, incentivando di fatto l’erogazione di servizi a domicilio, in assenza dei più comuni requisiti igienico-sanitari dettati dalle normative di settore e delle misure anti-contagio previste per lo svolgimento di tali attività”.

Chiediamo pertanto al Governo – è la richiesta di Confartigianato, Cna, Casartigiani – di intervenire con urgenza prevedendo la riapertura delle attività di acconciatura e di estetica nelle zone rosse per evitare il protrarsi della situazione di pericolo per i cittadini“.

Petizione Confartigianato Benessere

Confartigianato Benessere lancia una petizione online

Le imprese di acconciatura ed estetica devono poter riaprire anche in zona rossa. Acconciatori e estetiste: in Lombardia persi 450 milioni di ricavi nel 2020

In vista del DPCM di prossima emanazione,  Confartigianato in collaborazione con Cna e Casartigiani, si mobilita a sostegno di tutto il settore Benessere promuovendo una petizione affinché la riapertura delle imprese in zona rossa possa arrestare il dilagare dell’abusivismo.

 “La situazione economica è particolarmente grave in questo settore ad alta presenza di imprese artigiane – afferma Johnny Oregioni, Presidente regionale del comparto Acconciatori di Confartigianato – e gli effetti negativi della concorrenza sleale dell’abusivismo sulle imprese regolari del settore, ampliati a seguito dei lockdown e la chiusura delle attività del benessere, sono particolarmente pesanti: sulla base dei dati Istat,infatti, si stima nei servizi alla persona un tasso di lavoro indipendente irregolare del 26,1%, per cui la chiusura di acconciatori e centri di estetica nelle aree rosse apre spazi di domanda per un’offerta irregolare caratterizzata da un esercito potenziale di abusivi composto in Lombardia da 7 mila soggetti.Dal 6 marzo all’inizio di aprile 2021 in Lombardia, in area rossa per 22 giorni, la chiusura delle attività regolari ha reso contendibile all’abusivismo il 71% dei ricavi.”

450 milioni di euro sono i mancati ricavi totalizzati nel 2020 nella sola Lombardia dalle quasi 25mila imprese del settore del benessere, tra i comparti più colpiti dagli interventi di contenimento della pandemia,secondo quanto emerso da un recente sondaggio dell’Osservatorio di Confartigianato Lombardia.

Il settore, a tutela di clienti e dipendenti, si è dotato di tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie.

A dimostrazione della non correlazione sulla trasmissione del virus da parte delle attività del comparto benessere vi è il dato certo che saloni di acconciatura e centri estetici, in questi mesi, non abbiano rappresentato fonte di contagio proprio in virtù delle modalità organizzative che hanno adottato lavorando su appuntamento e non generando assembramenti. Riteniamo quindi ingiustificato che il Governo confermasse il divieto di apertura di tali attività nelle zone rosse e altrettanto incomprensibile sarebbe reiterare la discriminazione che nei decreti dello scorso autunno aveva portato alla chiusura dei soli centri estetici.

Inoltre, ci preme evidenziare che a causa delle difficoltà economiche in cui versano le imprese, procrastinare la chiusura delle attività rappresenterebbe una condanna a morte per molte imprese del settore. Le imprese non riusciranno a resistere ancora per molto.

Confartigianato, assieme a Cna e Casartigiani, chiedono, pertanto, al Governo segnali immediati di attenzione permettendo ai saloni di acconciatura e ai centri estetici di riprendere la propria attività anche in zona rossa. 

Per firmare la petizione basta andare sul portale Change.org oppure collegarsi direttamente al link http://chng.it/kQY4SsphXp

Il testo della petizione

Saloni di acconciatura e centri estetici sono luoghi sicuri, per clienti, dipendenti e imprenditori. La loro chiusura apre la strada agli abusivi, che approfittano dei divieti per entrare nelle case senza rispettare alcuna misura di sicurezza, con il rischio che il virus si diffonda più facilmente.

I provvedimenti del Governo hanno prima imposto alle imprese di acconciatura ed estetica di adeguarsi a loro spese ai protocolli anti-Covid e poi le hanno costrette a nuove, insostenibili chiusure, nonostante queste attività non abbiano rappresentato fonte di contagio, anche perché lavorando su appuntamento, non generano assembramenti.

Per questo ci stiamo battendo per chiedere al Governo che queste imprese siano autorizzate a riaprire anche nelle zone rosse. Se così non sarà, gli abusivi continueranno a operare indisturbati.

Imporre la chiusura delle attività è una condanna a morte per tante imprese regolari che non riusciranno a resistere ancora per molto. Ecco perché Confartigianato, di concerto con CNA e Casartigiani, invitano tutti, cittadini e imprenditori del settore, a firmare la petizione per chiedere a Governo e Parlamento di consentire ad acconciatori ed estetiste di riprendere la propria attività anche in zona rossa.

Ingiustificate e incomprensibili le ipotesi di chiusura di acconciatori ed estetisti in zone rosse

Non vi sono evidenze scientifiche sui contagi nei saloni e il vero pericolo sono gli operatori abusivi 

Confartigianato Imprese Sondrio – riprendendo in parte una posizione già assunta a livello nazionale – giudica  “ingiustificata” ed “incomprensibile” l’ipotesi – contenuta nelle Bozze del nuovo DPCM – di chiudere le attività  dei saloni di acconciatura (barbieri) e i centri estetici nelle eventuali future zone rosse. 

Si tratterebbe di un provvedimento ingiustificato in quanto non vi è un solo dato scientifico che porti a  ritenere che i saloni e i centri estetici siano luoghi a rischio; in questi mesi gli stessi operatori professionali  hanno applicato con la massima diligenza le linee guida dettate dalle autorità sanitarie e dal Governo,  intensificando le già rigide misure previste dal settore sul piano igienico-sanitario. 

“Non risulta esserci nessuno studio o analisi in mano al Comitato Tecnico Scientifico – afferma Johnny  Oregioni, Presidente provinciale della categoria “Benessere” e presidente regionale degli Acconciatori – dal  quale emerga una correlazione tra l’aumento della diffusione dei contagi e la prosecuzione delle imprese del  comparto benessere. Se è vero che, fino ad oggi, nelle c.d. zone rosse, le uniche attività consentite fossero  quelle legate all’acconciatura, non ci sono evidenze di impennate di casi di positività al virus legate a titolari,  collaboratori e clienti dei saloni, che hanno sempre messo la tutela della salute al primo posto. La gente è  stremata e vogliamo privarli di un momento “sicuro” utile a riprendersi uno spazio di normalità e di serenità?”  

Non si spiega e appare quindi non solo ingiustificato ma anche ingiusta, l’ipotesi di chiudere tali attività e ad  oggi non è dato sapere se l’idea sia del Comitato Tecnico Scientifico o del Governo ma poco conta. Vale la  pena inoltre sottolineare che in passato nelle zone rosse l’apertura era consentita ai parrucchieri e non ai  centri Estetici; una discriminazione quest’ultima che il TAR del Lazio pochi giorni fa’ ha sonoramente bocciato.  

“La sospensione delle nostre attività svolte in sicurezza – aggiunge Oregioni – finirà per innescare l’impennata  dell’offerta di prestazioni da parte di operatori abusivi che al contrario sfuggono totalmente ad ogni controllo  sulla sicurezza e la salute. Ma non è l’unica considerazione di buon senso che viene in mente, ci chiediamo  infatti quanti sono i clienti che raggiungono il proprio acconciatore o estetista di fiducia con mezzi collettivi? Sono una esigua minoranza e tranne per le città forse siamo a numeri vicini allo zero”. 

Confartigianato fa rilevare inoltre che, nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020, per l’effetto combinato dei  mancati ricavi a causa della chiusura e della concorrenza dell’abusivismo, le imprese di acconciatura e di  estetica hanno registrato una perdita economica di 1.078 milioni di euro, pari al 18,1% del fatturato annuo. 

Confartigianato su sollecitazione di tutte le associazioni territoriali, ha chiesto al Governo di riprendere in  mano le bozze del nuovo DPCM e di riconsiderare le misure restrittive riguardanti le attività del comparto dei  servizi alla persona. 

Sondrio, 1 marzo 2021 Prot. n. 143

Corso f.a.d. ANALISI COSTI INTERNI operatori settore benessere

CORSO di FORMAZIONE in FAD per OPERATORI del SETTORE BENESSERE

Il percorso formativo della durata di 6 ore suddiviso in 3 moduli da 2 ore ciascuno è rivolto agli operatori del Settore Benessere e impostato con un taglio di tipo pratico, affinché i discenti possano applicare da subito alla propria realtà aziendale ciò che acquisiranno durante il corso. La docenza è stata affidata alla Prof.ssa Greta Gusmeroli, docente in Economia e Diritto.

Di seguito la programmazione corsuale:

  • Lunedì 8 Febbraio 2021

Pianificazione e programmazione

  • Lunedì 15 Febbraio 2021 

Direct costing e full costing, metodologie di determinazione dei costi interni

  • Lunedì 22 Febbraio 2021 

Esempio pratico di business plan applicato ad un centro estetico o ad un parrucchiere (o ad entrambi).

Adesioni entro lunedì 1 febbraio 2021


Per informazioni:

Ufficio Formazione – formazione@artigiani.sondrio.it – 3929441415 – Lilia Dalloco

Il settore del benessere fra luci ed ombre

I risultati di un sondaggio fra gli operatori del settore “Benessere”

Da un recente sondaggio promosso dalla Categoria “Benessere” attiva e operante all’interno di Confartigianato Imprese Sondrio, che comprende i settori dell’Acconciatura, dell’Estetica, tatuaggi e settori affini, sono emerse informazioni molto utili  per conoscere il punto di vista degli operatori e dei professionisti circa l’attuale situazione e le prospettive future di tutto il comparto.

Il questionario è stato sottoposto a tutte le 450 imprese associate del settore, cui circa 315 acconciatori e 135 estetisti ed affini, ed ha avuto un numero di partecipazione ampiamente sufficiente e  valido per fare un’analisi dei dati raccolti. Dalle risposte fornite emerge che il 65% degli associati svolge un’attività rientrante nel comparto dell’acconciatura, il 30% si occupa di estetica, tatuaggi ed affini ed il 5% svolge entrambe le attività.

Le prospettive

Un dato molto importante che emerge è la prospettiva nel medio termine che gli addetti ai lavori hanno per la propria attività. Il 44,7% vede una stabilità per i prossimi 3-5 anni, il 28,9% una diminuzione e solamente il 26,3% ha delle prospettive di crescita.

La formazione e l’alternanza scuola/lavoro

Un fattore determinante per il futuro dell’economia territoriale e del comparto esclusivamente artigianale del settore Benessere è considerato dalla formazione delle generazioni future. Dal questionario emerge per il 56,4% dei partecipanti una carenza sul territorio di giovani con una formazione scolastica specifica adeguata per entrare nel mondo del lavoro mentre il 43,6% valuta la presenza dei giovani formati sul territorio il linea con le esigenze. Inoltre emerge che solamente il 45% dei saloni o dei centri ospitano abitualmente tirocinanti e stagisti per i periodi di pratica previsti dai percorsi formativi. Di questi, la quasi totalità reputa fondamentale l’alternanza scuola/lavoro per poter trasmettere al meglio il mestiere e tramarlo alle generazioni future. L’1% reputa il sistema formativo professionale provinciale non adeguato alle reali esigenze del territorio.

Il restante 55% degli operatori che non ospitano gli studenti per i periodi di tirocinio o stage formativo considerano l’alternanza fondamentale ma per ragioni normative si trovano nella condizione di non poter accogliere altri lavoratori nei propri saloni o centri. La normativa, infatti, considera lo stagista o tirocinante, seppur temporaneo, come un qualsiasi altro lavoratore dipendente fisso.

Il personale

Lo stesso fattore è una delle principali motivazione che frenano anche l’assunzione di dipendenti. Il 27,5% degli interpellati avrebbe la volontà o la necessità di implementare la struttura con nuovo personale ma non trova vantaggioso il rapporto tra l’investimento necessario per adempiere alle normative previste per poter avere lavoratori subordinati e le opportunità che il mercato offre, anche a causa dell’incertezza venutasi a creare per colpa dell’emergenza sanitaria. Sempre su questo argomento, l’1% avrebbe l’esigenza di nuovi collaboratori ma lamenta difficoltà nel trovare personale adeguatamente formato rispetto alle proprie esigenze.

La formazione professionale in valle

Rispetto alla formazione, il 75% dei partecipanti al sondaggio conferma di conoscere gli unici 2 istituti formativi professionalizzanti regionali presenti sul nostro territorio (PFP Valtellina ed Enaip). Di questi, il 59% reputa positivamente i percorsi scolastici offerti in provincia di Sondrio, il 34% non esprime giudizio in quanto non ha mai avuto occasione di confrontarsi con alunni di questi istituti e un 3% reputa invece scarsa e non sufficiente la preparazione dei ragazzi che hanno terminato questi percorsi formativi. Di questi, solamente l’1% ritiene necessario l’apertura di un ulteriore corso scolastico sul territorio di Valtellina e Valchiavenna.

Sempre relativamente al tema della formazione, il 92,5% degli imprenditori coinvolti, ritiene determinante per gli studenti l’alternanza scuola/lavoro per diventare un bravo professionista del settore.

La criticità dell’abusivismo

Ultimo tema affrontato nel sondaggio riguarda l’abusivismo. Il 60% dei partecipanti al sondaggio percepisce il fenomeno presente sul nostro territorio e un 25% lo ritiene molto presente. Solamente il restante 15% ritiene il fenomeno non particolarmente preoccupante.

Inoltre, alla luce anche delle difficoltà economiche e delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, l’82,1% degli intervistati reputa che un elevato numero di corsi formativi nei settori del Benessere possa essere un volano per alimentare il fenomeno  dell’abusivismo sul nostro territorio, a scapito di chi fa impresa in maniera regolare e nel rispetto delle norme igienico sanitarie a tutela degli operatori e dei clienti.

“Come emerge dalle risposte al sondaggio – commenta Johnny Oregioni, Presidente della Categoria Benessere all’interno di Confartigianato Sondrio – le micro imprese del territorio sono frenate dalla situazione di persistente incertezza economica e preferiscono attendere prima di affrontare investimenti per potenziare la forza lavoro a supporto delle proprie attività nonostante la buona formazione e competenza dei giovani formati dagli istituti professionali del territorio. La stessa incertezza che viene percepita anche come volano dell’abusivismo a scapito della salute e della sicurezza degli operatori e della cittadinanza.”

“La buona valutazione rispetto agli istituti professionali del territorio – conclude Oregioni – è da attribuirsi alla forte presenza nei programmi didattici di ore di alternanza scuola/lavoro. Come Confartigianato da anni abbiamo in atto una collaborazione sia con il PFP Valtellina sia con Enaip per assicurare agli studenti una formazione pratica e orientata al mondo del lavoro da parte degli imprenditori della provincia di Sondrio che cercano di trasmettere il “saper fare” e l’esperienza alle generazioni future.”

I risultati del sondaggio sono stati valutati anche da Andrea Lorenzini – Vicepresidente di Confartigianato Sondrio e Presidente della Sezione di Chiavenna – che ha più volte richiamato l’attenzione sulla formazione professionale e sul necessario confronto con i Centri di formazione professionale e gli Istituti Professionali.

“La programmazione – sottolinea Lorenzini – deve partire dalle esigenze del mondo del lavoro e dell’impresa. Un dialogo quello fra scuola e mondo dell’impresa che spesso è inspiegabilmente assente come avviene a Chiavenna. Le conseguenze di tutto ciò ricadono sui giovani e sui loro sbocchi occupazionali e sulle imprese che lamentano la mancanza di personale qualificato”.

Abusivismo settore benessere, manteniamo alta la guardia

La tutela della salute e il rispetto della legalità al primo posto.

In questa delicata fase della vita sociale ed economica la priorità assoluta è legata al contenimento della pandemia e ogni azione deve tendere alla gestione della grave situazione sanitaria.  Molte attività hanno dovuto fare i conti con misure che hanno ridotto sensibilmente il proprio volume d’affari ed altre ancora hanno chiuso e fra queste rientrano i Centri Estetici.

La chiusura di questi ultimi – come già  è accaduto nei mesi di marzo ed aprile – ha determinato purtroppo un incremento di coloro che offrono tali prestazioni in modo abusivo.

Il tema – che storicamente non colpisce solo i servizi alla persona –  si è avvertito già nella scorsa  primavera ed è stato riproposto da Confartigianato Sondrio nel corso della  II^ Sezione “Sviluppo economico e attività produttive” della Conferenza Provinciale Permanente convocata giovedì 12 novembre dal Prefetto di Sondrio.

Il fenomeno del “sommerso” rappresenta una piaga diffusa in Italia e in alcune aree del territorio gli abusivi godono anche di una velata “protezione sociale” in quanto spesso sono percepiti come soggetti dotati di buona volontà e grandi lavoratori.

Con la diffusione del passaparola, anche tramite i social network, è sempre più facile imbattersi in “falsi professionisti” che si propongono a prezzi contenuti senza alcuna garanzia sul piano della salute per gli utenti e sono naturalmente invisibili per le casse dello Stato oltre che al di fuori di ogni controllo da parte delle autorità.

Confartigianato Sondrio – che rappresenta oltre 460 imprese del comparto operative in Valtellina e Valchiavenna, che danno lavoro a quasi 900 persone –  da anni si batte per contrastare il fenomeno del “lavoro abusivo”, che nel settore dei servizi alla persona (Acconciatori ed Estetisti) arriva al 26,3%, di molto superiore alla media nazionale del lavoro irregolare nelle altre attività (piccoli lavori edili, riparazione, sartoria, etc) che è pari al 15%.

La Categoria “Benessere” attiva in seno a Confartigianato Sondrio, è impegnata su diversi fronti nella difesa e nella tutela di queste importanti professioni artigiane e rinnova l’invito a non affidarsi a operatori non in regola. “L’Associazione – afferma Johnny Oregioni, Presidente provinciale del comparto –  è l’espressione della rappresentanza di parrucchieri, acconciatori, barbieri e poi estetisti, onicotecnici ed esperti della cura della persona e della bellezza da oltre 70 anni ed è da sempre aperta ad ascoltare le esigenze ed i bisogni di tutti gli associati che lavorano in totale trasparenza ed in regola”

Questo comparto è cresciuto negli anni con professionalità nuove e ricomprende acconciatori, estetisti, onicotecnici e tutte le attività legate alla cura del corpo. La Categoria per contrastare il fenomeno del sommerso ha promosso numerose campagne di comunicazione e di sensibilizzazione e da qualche tempo ha istituito un apposito indirizzo mail dedicato alle segnalazioni abusivismo@artigiani.sondrio.it

I falsi professionisti si offrono con diversi strumenti e la segnalazione agli uffici dell’associazione diventa la via più corretta sul piano legale per poter allertare le autorità competenti ed effettuare i controlli del caso.

Ci sono state decine di segnalazioni negli ultimi anni e per ognuna di queste è scattata la procedura interna di segnalazione alle amministrazioni e alle autorità competenti.

Il punto di partenza deve necessariamente essere la segnalazione puntuale e mirata da parte di chiunque venga a sapere casi di soggetti che erogano servizi alla persona in modo abusivo presso il proprio domicilio o presso quello del cliente.

A ulteriore supporto delle imprese regolari, a livello provinciale l’associazione ha chiesto a più riprese che il contrasto all’abusivismo sia messo fra le priorità degli organi di controllo. Lo ha fatto nel 2019 chiedendo al Prefetto la costituzione di un “Tavolo permanente di confronto” per valutare le azioni più opportune per affrontare i casi segnalati.

La Prefettura così come tutti gli Organi di controllo hanno dato ampia disponibilità nel contrastare un fenomeno tanto diffuso quanto difficile da sconfiggere anche laddove vi è in gioco la salute e la sicurezza come nel caso della cura della persona.

“La sensibilità dell’associazione nella tutela degli artigiani – aggiunge Oregioni – che con il loro saper fare creano ricchezza nella nostra provincia, si misura anche dalla costante attenzione che riserva alla formazione e alla crescita professionale degli operatori e dei giovani, senza creare false aspettative ma puntando sulla competenza.. Contrastare il fenomeno del sommerso significa difendere questa professionalità e difendere l’importante valore della legalità”.

Settore Benessere: sempre più forte il rapporto tra mondo dell’impresa e formazione professionale.

Confartigianato Imprese Sondrio e PFP di Sondrio.

Nei giorni scorsi il Presidente provinciale e regionale della categoria Benessere di Confartigianato Imprese, Johnny Oregioni, accompagnato da alcuni imprenditori del settore, ha fatto visita alla sede di Sondalo del Polo per la Formazione Professionale Valtellina (PFP Valtellina).

L’incontro è avvenuto sia con i responsabili delle attività didattiche sia con gli alunni dei corsi di “Tecnico dell’Acconciatura” e di “Tecnico dei Trattamenti Estetici”.

A fare gli onori di casa e ad accompagnare il Presidente Oregioni – fresco di nomina anche nella giunta nazionale di Confartigianato “Benessere” – il collaboratore del direttore del PFP con Alan Vaninetti e alcuni docenti del corso.

Vaninetti ha mostrato la rinnovata ed accogliente struttura soffermandosi sui nuovi e innovativi laboratori per l’insegnamento tecnico sia dell’area acconciatura sia dell’area estetica.

Il pluriennale sodalizio tra Confartigianato Imprese Sondrio e il PFP Valtellina è stato rinnovato e rafforzato nei mesi scorsi con un nuovo accordo siglato dal Direttore del PFP Valtellina Evaristo Pini e dal Presidente di Confartigianato Imprese Sondrio, Gionni Gritti;  la nuova intesa che interessa i corsi presso la sede di Sondalo si inserisce nel solco di una più ampia collaborazione che ha come obiettivo di fondo proprio quello di avvicinare sempre più il mondo della scuola e della formazione professionale con il mondo dell’impresa e del lavoro. Lo scopo è di formare i giovani alla professione e consentire loro di essere pronti ad affrontare il mercato del lavoro in linea con l’evoluzione del mercato e con le crescenti  esigenze della clientela.

La sinergia e la collaborazione tra chi ogni giorno opera nei saloni e il mondo della formazione è fondamentale e la formazione on the job resta per taluni settori l’unica carta vincente.

I percorsi formativi del PFP Valtellina sono infatti strutturati per un insegnamento sia teorico sia pratico delle professioni artigiane secondo gli indirizzi regionali ed europei che prevedono quattro anni di formazione scolastica anziché cinque.

Il valore aggiunto dei corsi è legato al fatto che, a partire dal secondo anno, gli allievi svolgono direttamente nelle aziende mille ore di alternanza scuola/lavoro.

Superato l’esame di fine anno, gli studenti hanno acquisito competenze tali da poter entrare immediatamente nel mondo del lavoro e possono sostenere l’esame di abilitazione all’esercizio della professione (titolo obbligatoriamente richiesto per la gestione in autonomia e titolarità di un’attività nel settore benessere). Per la quasi totalità degli studenti la conclusione del percorso scolastico coincide inoltre con l’assunzione.

Grazie a questa sinergia gli alunni del PFP Valtellina possono contare sul supporto di Confartigianato Imprese Sondrio e delle sue imprese; l’associazione può infatti contare sulla rappresentanza pressoché esclusiva delle quasi 450 imprese (di cui 315 acconciatori e 135 estetisti) che operano in provincia di Sondrio nel settore del benessere.

L’alternanza tra formazione professionale ed esperienza all’interno delle “botteghe” artigiane e dei saloni di bellezza è fondamentale anche sotto il profilo sociale oltre che economico; un  sistema territoriale non può mantenere nel tempo la propria identità e la propria forza economica se non investe sulla “trasmissione del sapere” fra generazioni.

L’abusivismo nel settore del benessere. Appello ai consumatori e agli Organi di controllo

Difendiamo la salute e il rispetto della legalità.

Il mix di lockdown e concorrenza sleale ha generato nei mesi tra marzo e maggio elevatissime perdite per i settori dell’acconciatura e dell’estetica. Le imprese regolari, infatti, oltre ad un calo totale del fatturato dovuto alla chiusura forzata, hanno dovuto fare i conti con un incremento esponenziale dell’abusivismo.

Confartigianato Imprese Sondrio, che rappresenta le oltre 460 imprese del comparto operative in Valtellina e Valchiavenna, che danno lavoro a quasi 900 persone, da oltre 10 anni si batte per contrastare il fenomeno del lavoro abusivo, che in questo settore arriva al 26,3%, di molto superiore alla media nazionale del lavoro irregolare nelle varie attività economiche che è pari al 15%.

Il fenomeno del “sommerso” rappresenta un fenomeno molto diffuso in Italia e in alcune aree del territorio gli abusivi godono anche di una velata “protezione sociale” in quanto spesso sono percepiti come soggetti dotati di buona volontà e grandi lavoratori. In una ricerca dell’Ufficio Studi di Confartigianato del marzo 2019 è stato calcolato anche il danno erariale derivante dall’evasione tributaria e contributiva conseguente. Una perdita rilevante per le casse dello stato.

L’associazione, l’unica sul territorio che tutela attivamente le imprese del comparto benessere, che ricomprende acconciatori, estetisti, onicotecnici e tutte le attività legate alla cura del corpo, ha istituito da anni un apposito indirizzo mail dedicato alle segnalazioni abusivismo@artigiani.sondrio.it

Purtroppo il personale e i professionisti che ricoprono ruoli all’interno dell’associazione non hanno il potere e i mezzi per intervenire direttamente ma necessitano di una segnalazione per poter avvertire le autorità competenti e indicare dove intervenire. Questa non è certamente una mancanza di volontà ma di strumenti e procedure legali snelle.

Ci sono state decine di segnalazioni negli anni e per ognuna di queste è scattata la procedura interna di segnalazione alle amministrazioni e alle autorità competenti.

Il punto di partenza deve necessariamente essere la segnalazione puntuale e mirata da parte di chiunque venga a sapere casi di soggetti che erogano servizi alla persona in modo abusivo presso il proprio domicilio o presso quello del cliente.

L’invito ad un impegno di consumatori e imprenditori a segnalare i casi dubbi di abusivismo e di esercizio illegale della professione, siano essi acconciatori, siano essi estetisti, è sempre aperto. Ricordiamo infatti che nel settore del benessere la presenza di tali fenomeni assume un connotato ancor più negativo giacché accanto alla concorrenza sleale verso gli operatori regolari in gioco vi è la salute delle persone.  Il lavoro irregolare, oltre ad un danno all’erario, non ha nessun rispetto delle norme igienico sanitarie obbligatorie per tutte le attività che operano nella legalità e che garantiscono tutte le operazioni volte alla tutela della salute di clienti e operatori.

A ulteriore supporto delle imprese regolari, a livello provinciale l’associazione ha chiesto a più riprese che il contrasto all’abusivismo sia messo fra le priorità degli organi di controllo. Lo ha fatto nel 2019 chiedendo al Prefetto la costituzione di un Tavolo permanente di confronto per valutare le azioni più opportune per affrontare i casi segnalati.

Tra le varie attività che Confartigianato Imprese Sondrio svolge a supporto delle attività del benessere non è da dimenticare la collaborazione ormai consolidata con il PFP Valtellina per dare una formazione tecnico pratica alle future generazioni di imprenditori del nostro territorio.

“La sensibilità dell’associazione alla tutela degli artigiani – afferma Johnny Oregioni, Presidente della Categoria Benessere di Confartigianato Imprese Sondrio – che con il loro saper fare creano ricchezza nella nostra provincia, si misura anche dalla costante attenzione che riserva alla formazione e alla crescita degli imprenditori di oggi e di domani. La fruttuosa collaborazione con il Polo di Formazione Professionale verrà ulteriormente ampliata dal prossimo anno scolastico con il coinvolgimento anche degli alunni del comprensorio di Sondalo.”

CONTATTI