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Decreto Ambiente bis: semplificazioni su terre e rocce da scavo, VIA e bonifiche. Le misure per il settore edile

Il Consiglio dei ministri ha approvato il 2 ottobre lo schema di decreto-legge su istruttorie ambientali, clima, economia circolare e bonifiche. Tra le novità di maggiore interesse per i cantieri, procedure semplificate per le terre e rocce da scavo e una razionalizzazione delle valutazioni ambientali.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 2 ottobre 2026, su proposta del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, lo schema di decreto-legge recante «Disposizioni urgenti per il rafforzamento delle istruttorie ambientali, la gestione dei problemi climatici, l’economia circolare e le bonifiche».

Il provvedimento tocca diversi ambiti della normativa ambientale e contiene alcune misure che incidono direttamente sull’attività delle imprese edili, in particolare di quelle di minori dimensioni.

La novità più rilevante per i cantieri riguarda la gestione delle terre e rocce da scavo, per la quale il Governo ha previsto procedure semplificate.

Si tratta di un adempimento ricorrente per chi opera nelle costruzioni e nelle opere di scavo, per cui ogni snellimento delle regole può tradursi in una gestione più agevole delle attività di cantiere.

Le modalità concrete della semplificazione andranno verificate nel testo definitivo.

Sul versante delle valutazioni ambientali, il decreto razionalizza le procedure e concentra presso la Commissione PNRR/PNIEC anche le verifiche di assoggettabilità a VIA relative ai progetti di sua competenza, chiarendo inoltre il rapporto tra VIA e autorizzazione paesaggistica.

Sono previsti, poi, rimborsi degli oneri istruttori per i procedimenti di VIA che subiscono ritardi, fino a 5 milioni di euro annui. Per chi realizza interventi soggetti a questi iter, tempi più certi e un migliore coordinamento tra procedimenti rappresentano un elemento di rilievo.

Sul piano degli interventi sul territorio, il decreto istituisce presso il Ministero un Fondo destinato ai Comuni per interventi urgenti su criticità ambientali e climatiche che non determinano la dichiarazione dello stato di emergenza, e rafforza il supporto tecnico ai Commissari straordinari per il contrasto al dissesto idrogeologico.

Misure che riguardano la manutenzione e la messa in sicurezza dei territori, ambiti nei quali operano abitualmente le imprese del comparto.

Per quanto riguarda le bonifiche, viene fissato in 150 giorni il termine perentorio entro cui le Province devono individuare i responsabili della contaminazione, con poteri sostitutivi delle Regioni in caso di inerzia.

Sono inoltre estese alcune semplificazioni agli interventi finanziati con risorse FSC, e per la Terra dei Fuochi sono stanziati 200 milioni di euro destinati al Commissario di Governo.

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