Vendita sottocosto, la pratica commerciale sleale nella filiera alimentare

[..] La vendita sottocosto è  una delle pratiche commerciali sleali inserite dal d.lgs 198/2021 nella black list dei divieti assoluti.

Ne ha parlato l’avvocato e giornalista Dario Dongo in un webinar promosso su iniziativa della Categoria Alimentari.

Divieto di vendita sottocosto: una definizione  e qualche eccezione

Italia, Francia e altri Paesi hanno vietato la vendita sottocosto benché la direttiva UE 2019/633 non la vieti esplicitamente. Perché? Perché questo divieto è la condizione di sopravvivenza delle imprese di produzione agricola e alimentarie in Italia, Francia e altri Paesi. In conseguenza dall’efficacia del sistema di controlli sulla vendita sottocosto dipende anche il livello di occupazione in due settori di straordinaria importanza.


Si tratta di un divieto semplice: è vietato vendere ed acquistare prodotti agricoli e alimentari a prezzi inferiori ai loro costi di produzione

In Italia il divieto si applica, ai sensi del d.lgs 198/2021,a tutte le forniture con due sole eccezioni ed una “abominevole” deroga.  La pratica di vendita sottocosto è infatti consentita nei casi di fornitura di prodotti agricoli e alimentari da soci/ imprese conferenti in ambito di cooperative e organizzazioni dei produttori.

Circa le eccezioni, importanti, Il decreto ne riconosce solo due:

  • La  prima è la vendita di prodotti agricoli e alimentari freschi e deperibili invenduti, a rischio di deperibilità.
  • La seconda si riferisce alle operazioni commerciali programmate e concordate in forma scritta.  Su queste sarebbe utile avere un’interpretazione che non tradisca i principi di buona fede, trasparenza, lealtà ai quali si fa riferimento proprio negli obiettivi della direttiva europea e del decreto legislativo 198 del 2021.

La sostituzione del prezzo: rimedio alla pratica del sottocosto


In caso di violazione del divieto del sottocosto cosa accade? Innanzitutto ci sono sanzioni draconiane e poi la sostituzione del prezzo.  Le prime arrivano al 5% del fatturato dell’anno precedente, per salire al 10% in caso di recidiva. C’è poi la sostituzione del prezzo della fornitura ogni qualvolta l’autorità di controllo rilevi che la vendita di prodotti alimentari o agricoli tra imprese ha avuto luogo a prezzi inferiori ai costi di produzione. 

l’ICQRF effettua La sostituzione del prezzo tenendo conto dei costi medi di produzione rilevati da ISMEA. In alternativa l’autorità di controllo sostituirà il prezzo osservando i prezzi medi praticati per prodotti similari nel mercato di riferimento.


Segnalazioni e controlli: totale segretezza dei dati del segnalante

Il decreto legislativo 198 del 2021 nella sua stesura finale  ha affidato la competenza sul sottocosto ai 360 o 380 ispettori del ICQRF. 

I quali già dovrebbero poter controllare circa 3 milioni di imprese su etichette, prevenzione delle frodi, controllo sui regimi di qualità,  controlli sul biologico e così via. 

E in aggiunta a tutto ciò, dovrebbero anche essere in grado di verificare l’applicazione del d.lgs 198. Come? difficile dirlo dal momento che il legislatore non ha previsto risorse economiche o mezzi aggiuntivi. Anzi, il testo del 198 riporta a chiare lettere la consueta clausola di invarianza finanziaria.


Se quindi è vero che l’ICQRF può avviare indagini di propria iniziativa, raccogliendo informazioni presso i fornitori e acquirenti o con ispezioni senza preavviso, tuttavia particolare rilevanza avranno le segnalazioni delle parti lese.

L’azienda fornitrice –o organizzazioni di cui fa parte– può segnalare pratiche commerciali sleali tramite procedura digitalizzata che Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha già predisposto. Le segnalazioni possono avvenire anche in via anonima e in ogni caso è fatto dovere delle autorità di rispettare in modo assoluto, inviolabile e inderogabile la segretezza e il riserbo professionale sull’identità dei segnalante che ne facciano richiesta. 

Riguarda il webinar

Approfondimenti:

Aumento dei prezzi in Germania, vendite sottocosto in Italia

Pratiche commerciali sleali. Dall’Antitrust a ICQRF, le esigenze della filiera di produzione agroalimentare

Pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare, d.lgs. 198/2021. L’ABC ( in formato cartaceo su l’Artigiano 1/2022 pag 29/31)

Informazioni:

Ufficio categorie e mercato, referente dottor Pietro Della Ferrera (pietro.dellaferrera -3473698217)

D.lgs 198/2021, Dario Dongo, Great Italian food trade, pratiche commerciali sleali, vendita sottocosto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici sui social

Rimani sempre in contatto con noi e aggiornato sulle nostre iniziative

Confartigianato Imprese Sondrio
Largo dell’Artigianato, 1 - 23100 Sondrio
Telefono 0342.514343 Fax 0342.514316
C.F. 80003370147 - P.IVA 00582080149 
PEC: confartigianatoimpresesondrio@legalmail.it

Confartigianato - informativa privacy

Unidata s.r.l con unico socio
Largo dell’Artigianato, 1 - 23100 Sondrio
Telefono 0342.514343 Fax 0342.514316
C.F. 00481790145 - N.REA SO-36426
PEC: unidata.sondrio@legalmail.it
Cap. soc. euro 100.000,00 i.v.

Unidata - informativa privacy

CONTATTI