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Tag: Edilizia

Lavoro autonomo occasionale in edilizia: quando inviare la comunicazione preventiva

Entro il 18 gennaio, i committenti che operano in qualità di imprenditori hanno dovuto assolvere l’obbligo di preventiva comunicazione relativa ai lavoratori autonomi occasionali.

L’art. 13 del D.L. n. 146/2021, modificando il comma 1 dell’art. 14 del D.Lgs. n. 81/2008, ha infatti stabilito che, a partire dal 21 dicembre 2021, l’avvio dell’attività dei suddetti lavoratori è oggetto di preventiva comunicazione all’Ispettorato territoriale del lavoro competente per territorio da parte del committente, mediante le modalità già previste per il lavoro intermittente, ossia SMS o posta elettronica.

Con la nota n. 29 dell’11 gennaio l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, congiuntamente al Ministero del Lavoro, ha fornito le prime indicazioni in merito al nuovo obbligo di comunicazione preventiva, introdotto dalla legge n. 215/2021, di conversione del D.L. n. 146/2021 (c.d. Decreto Fisco – Lavoro), al fine di monitorare e contrastare forme elusive nell’utilizzo delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale.

In merito all’ambito di applicazione delle nuove disposizioni, l’Ispettorato chiarisce, in primo luogo, che il nuovo obbligo di comunicazione:

  • si riferisce esclusivamente ai committenti che operano in qualità di imprenditori e che
  • interessa i lavoratori autonomi occasionali come definiti dall’art. 2222 c.c. (ossia coloro che compiono, verso un corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente).

Restano viceversa esclusi, oltre ai rapporti di natura subordinata:

  • le collaborazioni coordinate e continuative, ivi comprese quelle etero-organizzate di cui all’art. 2, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2015, peraltro già oggetto di comunicazione preventiva ai sensi dell’art. 9-bis del D.L. n. 510/1996 (conv. da L. n. 608/1996);
  • i rapporti instaurati ai sensi e nelle forme dell’art. 54-bis del D.L. n. 50/2017 (conv. da L. n. 96/2017), rispetto ai quali già sono previsti specifici obblighi di comunicazione e gestione del rapporto;
  • le professioni intellettuali in quanto oggetto della apposita disciplina contenuta negli artt. 2229 c.c. ed in genere tutte le attività autonome esercitate in maniera abituale e assoggettate al regime IVA; se tuttavia l’attività effettivamente svolta non corrisponda a quella esercitata in regime IVA, la stessa rientrerà nell’ambito di applicazione della disciplina in esame;
  • i rapporti di lavoro “intermediati da piattaforma digitale, comprese le attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente di cui all’articolo 67, comma 1, lettera l), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917”, rispetto ai quali la L. n. 233/2021, di conversione del D.L. n. 152/2021, ha introdotto una speciale disciplina concernente gli obblighi di comunicazione, intervenendo sull’art. 9-bis del D.L. n. 510/1996 (conv. da L. n. 608/1996) e stabilendo, tra l’altro, che tale comunicazione “è effettuata dal committente entro il ventesimo giorno del mese successivo all’instaurazione del rapporto di lavoro”.

L’obbligo riguarda i rapporti avviati dopo il 21 dicembre 2021 (data di entrata in vigore della norma) o che siano ancora in corso alla data dell’11 gennaio 2022 (data di emanazione della nota).

In merito alle tempistiche per la comunicazione, la nota consente di rimettere in termini tutti quei committenti che, sino alla emanazione delle istruzioni, non hanno potuto effettuare la comunicazione preventiva stante l’assenza di indicazioni al riguardo.

Pertanto, per tutti i rapporti di lavoro in essere all’11 gennaio 2022, nonché per i rapporti iniziati a decorrere dal 21 dicembre 2021 e già cessati, la comunicazione andava effettuata entro il 18 gennaio  compreso.

Resta fermo il regime ordinario per i rapporti avviati successivamente all’11 gennaio 2022 per i quali la comunicazione andrà effettuata prima dell’inizio della prestazione del lavoratore autonomo occasionale, eventualmente risultante dalla lettera di incarico.

Dal punto di vista delle modalità, la comunicazione deve essere effettuata mediante SMS o posta elettronica, secondo le specifiche regole previste per i lavoratori intermittenti dall’articolo 15, comma 3, del D.Lgs. n. 81/2015.

Tuttavia, nelle more dell’aggiornamento da parte del Ministero del Lavoro degli applicativi online, l’obbligo andrà assolto attraverso l’invio di una e-mail agli specifici indirizzi messi a disposizione dei singoli Ispettorati territoriali ed il cui elenco è allegato alla stessa nota n. 29/2022.

La comunicazione dovrà contenere i seguenti contenuti minimi:

  • dati del committente e del prestatore;
  • luogo della prestazione;
  • sintetica descrizione dell’attività;
  • data inizio prestazione e presumibile arco temporale entro il quale potrà considerarsi compiuta l’opera o il servizio (ad es. 1 giorno, una settimana, un mese). Nell’ipotesi in cui l’opera o il servizio non sia compiuto nell’arco temporale indicato sarà necessario effettuare una nuova comunicazione;
  • ammontare del compenso, qualora stabilito al momento dell’incarico.

In assenza di tali contenuti minimi la comunicazione sarà considerata omessa.

La nota chiarisce, inoltre, che una comunicazione già trasmessa potrà essere annullata o i dati indicati potranno essere modificati in qualunque momento antecedente all’inizio dell’attività del prestatore e che eventuali errori non sostanziali non si traducono in una omessa comunicazione.

L’Ispettorato ricorda, infine, che in caso di violazione degli obblighi, si applica la sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro in relazione a ciascun lavoratore autonomo occasionale per cui è stata omessa o ritardata la comunicazione, senza possibilità di applicare la procedura di diffida.

Caro prezzi materiali: via alle domande di compensazione

Ѐ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (serie generale n. 279 del 23 novembre 2021) il decreto 11 novembre 2021 del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, recante “Rilevazione delle variazioni percentuali, in aumento o in diminuzione, superiori all’8 per cento, verificatesi nel primo semestre dell’anno 2021, dei singoli prezzi dei materiali da costruzione più significativi”.

Il decreto rileva l’aumento dei prezzi dei principali materiali da costruzione registrato nel primo semestre del 2021 rispetto alla media dei prezzi del 2020.

Le variazioni, elaborate dai competenti uffici del Mims, contenute nella tabella allegata, sono approvate dalla ‘Commissione consultiva centrale per il rilevamento del costo dei materiali da costruzione’ composta da rappresentanti del Ministero, delle stazioni appaltanti e degli operatori di settore.

Entro 15 giorni dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta, le imprese impegnate nei cantieri pubblici potranno chiedere alle Stazioni appaltanti la compensazione per i maggiori costi sostenuti a seguito degli aumenti, indicando la quantità dei materiali impiegati.

Le Stazioni appaltanti provvederanno alle compensazioni utilizzando le somme derivanti da economie e dagli accantonamenti per imprevisti contenuti nel quadro economico di ciascun intervento e, in caso di insufficienza di queste risorse, potranno accedere all’apposito Fondo per l’adeguamento dei prezzi che ha una dotazione di 100 milioni di euro per il primo semestre 2021 entro 60 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del presente decreto.

La maggiore variazione di prezzo riguarda l’acciaio, con un aumento che supera il 40%. Per alcuni materiali, come le lamiere in acciaio di qualsiasi spessore lisce, piane e striate e per i nastri in acciaio per manufatti o barriere stradali, l’aumento arriva rispettivamente al 59,37% e al 76,43%. In forte aumento anche il costo del legno e del rame.

Al fine di assicurare uniformità ed omogeneità di comportamenti il MIMS ha ritenuto opportuno fornire, attraverso la circolare del 25 novembre, le modalità operative per l’applicazione dell’istituto della compensazione.

L’impresa appaltatrice – spiega il MIMS – è tenuta a presentare alla stazione appaltante l’istanza di compensazione entro 15 giorni dalla data di pubblicazione del decreto.

L’istanza conterrà l’indicazione dei materiali da costruzione per i quali con il decreto vengano rilevate variazioni dei prezzi, utilizzati nell’esecuzione dell’appalto, richiedendo al direttore dei lavori di accertare le relative quantità contabilizzate.

Il direttore dei lavori provvede ad accertare le quantità di ciascun materiale da costruzione, cui applicare la variazione di prezzo unitario, sia per le opere contabilizzate a misura che per quelle contabilizzate a corpo, e a determinare l’ammontare della compensazione (secondo le procedure indicate nella circolare).

In particolare, il direttore dei lavori sulla base delle previsioni progettuali:
– per le opere contabilizzate a misura, individua la quantità delle lavorazioni contabilizzate che contengono il singolo materiale da costruzione;
– per le opere contabilizzate a corpo, individua le percentuali di avanzamento delle lavorazioni che contengono il singolo materiale da costruzione.

Qualora il singolo materiale da costruzione sia ricompreso in una lavorazione più ampia, il direttore dei lavori provvede a ricostruirne la relativa incidenza quantitativa sulla base dell’analisi della documentazione progettuale e degli elaborati grafici allegati alla contabilità, ovvero, in mancanza, sulla base di analisi desunte dai prezziari di riferimento del settore cui è riconducibile l’appalto.

Nel documento è specificato che la compensazione non è soggetta al ribasso d’asta. La circolare riporta infine due esempi applicativi del calcolo della compensazione.

Caro prezzi in edilizia

Prossima pubblicazione del decreto del Ministro delle infrastrutture e della Mobilità Sostenibili con la rilevazione dei prezzi dei materiali da costruzione nel primo semestre 2021.

Come noto con la pubblicazione in G.U. del decreto legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106 recante «Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali.» (noto come decreto sostegni bis),

il Governo ha introdotto una disciplina straordinaria volta ad attenuare l’effetto dell’aumento dei prezzi delle materie prime nei contratti di appalto delle opere pubbliche, rimandando a decreti attuativi la descrizione delle procedure per la ripartizione delle risorse e la definizione dello scostamento dei prezzi relativo ai principali materiali.

Si puntualizza che le tempistiche per l’inoltro delle istanze di compensazione dei prezzi sono contenute nel decreto sostegni bis, all’art. 1 – septies comma 4, dove si stabilisce che l’appaltatore deve presentare alla stazione appaltante l’istanza di compensazione entro 15 giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale 

con le variazioni percentuali, in aumento o in diminuzione, superiori all’8 per cento, verificatesi nel primo semestre dell’anno 2021, dei singoli prezzi dei materiali da costruzione più significativi.

Le Stazioni appaltanti provvederanno alle compensazioni utilizzando le somme derivanti da economie e dagli accantonamenti per imprevisti contenuti nel quadro economico di ciascun intervento e, in caso di insufficienza di queste risorse, potranno accedere all’apposito Fondo per l’adeguamento dei prezzi che ha una dotazione di 100 milioni di euro per il primo semestre 2021.

In proposito si ricorda che il 30 settembre 2021 è stato firmato dal Ministro delle infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, il Decreto attuativo contenente i criteri per ripartire le risorse di tale Fondo (34 milioni di euro sono destinati alle “piccole imprese” o che hanno una attestazione SOA nella I o II classifica;

33 milioni di euro per la categoria “media impresa”, con qualificazione SOA dalla III alla VI classifica; 33 milioni per la categoria “grande impresa” ovvero in possesso della qualificazione dalla VII o VIII classifica) e le indicazioni per le Stazioni appaltanti per accedere ad essi.

Le Stazioni appaltanti potranno chiedere l’accesso al Fondo entro 60 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto con le rilevazioni dei prezzi.

Come anticipato per rendere operativo il meccanismo delle compensazioni e fare istanza di richiesta di compensazione del prezzo in aumento

si attende ancora l’emanazione del decreto ministeriale con le rilevazioni dei prezzi (inizialmente previsto per il 31 ottobre ma che verrà emanato nei prossimi giorni).

Alleghiamo un modello utile agli operatori economici per poter fare istanza di richiesta di compensazione del prezzo. In tutti gli altri casi si può fare ricorso all’articolo 106 del codice dei contratti (in allegato un approfondimento).

Modello istanza di richiesta di compensazione del prezzo utile agli operatori economici

Casi applicazione articolo 106 – Approfondimento

L’utilizzo di aggregati riciclati e rigenerati per l’edilizia – Webinar 26 ottobre 2021

Settimana per l’energia: anche Sondrio sarà protagonista della manifestazione

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Si terrà dal 25 al 29 ottobre la 13ª edizione della Settimana per l’Energia, la manifestazione sui temi dell’energia, della green economy e della sostenibilità promossa e coordinata da Confartigianato Lombardia con il contributo scientifico di Politecnico di Milano e il patrocinio di Regione Lombardia.

La Settimana per l’Energia 2021, con il titolo“L’Energia per la Transizione. Rivoluzione verde e Transizione ecologica per il futuro del Paese”, avrà l’obiettivo di approfondire una delle 6 Missioni del PNRR, la Rivoluzione Verde e la Transizione Energetica, secondo quattro declinazioni: l’economia circolare e l’agricoltura sostenibile, l’energia rinnovabile e la mobilità sostenibile, l’efficienza energetica e la riqualificazione degli edifici e la tutela e la valorizzazione del territorio e della risorsa idrica.
Gli eventi saranno l’occasione per presentare al mondo politico-istituzionale le esigenze dell’artigianato e delle PMI e i servizi offerti dal Sistema Confartigianato per permettere alle imprese a valore artigiano di cogliere le opportunità rappresentate dal PNRR.

Confartigianato Imprese Sondrio anche nell’edizione 2021 è parte attiva della Settimana per l’Energia e ospiterà martedì 26 ottobre alle ore 12.00 presso la propria sede in Largo dell’Artigianato, 1, trasmesso anche in diretta streaming – uno degli eventi dal titolo ”L’utilizzo di aggregati riciclati e rigenerati in edilizia”. Il tema del recupero del materiale e di una seconda vita – che verrà approfondito dal Professor Bruno Di Giacomo Russo – è di stretta attualità e risulta essere il vero obiettivo per poter garantire un futuro sostenibile, in tutti i comparti, compreso quello dell’edilizia, soprattutto in un territorio a vocazione turistica come Valtellina e Valchiavenna. Con l’aumento esponenziale delle ristrutturazioni e delle riqualificazioni del patrimonio edilizio esistente si fa sempre più insistente anche l’esigenza di riciclare e riutilizzare gli inerti delle demolizioni, sia in ottica di riduzione della produzione di rifiuti sia in ottica di rigenerazione.

L’appuntamento è pensato come un momento di divulgazione a metà della giornata lavorativa e vedrà la partecipazione di Sua Eccellenza il Prefetto di Sondrio, Salvatore Pasquariello, del Presidente della Provincia, Elio Moretti, del Presidente Regionale, Eugenio Massetti, e Provinciale, Gionni Gritti, di Confartigianato Imprese.

La partecipazione al webinar è libera e gratuita, previa registrazione.

Costruzioni: traino della ripresa +8,2%. Preoccupazione per l’aumento dei prezzi dei materiali

In programma un webinar per le imprese lunedì 5 luglio alle 17,30 dedicato ai rincari negli appalti pubblici.

Alle porte dell’estate si infittiscono i segnali congiunturali che pongono l’edilizia e l’installazione di impianti in testa al treno della ripresa successiva alla drammatica recessione causata dalla pandemia anche grazie agli interventi incentivati dal superbonus. A maggio 2021 sale ulteriormente il clima di fiducia delle imprese mentre le attese sugli ordini registrano il quarto rialzo consecutivo e recuperano i livelli di gennaio 2020, precedenti allo scoppio della pandemia.

La locomotiva della ripresa  

Dai conti economici nazionali emerge il ruolo delle costruzioni come  “driver” della ripresa con il valore aggiunto che nel primo trimestre del 2021 balza in avanti del 5% rispetto al trimestre precedente, un ritmo di crescita di gran lunga superiore al +1% del manifatturiero, mentre persistono condizioni di recessione nei servizi (-0,4%).  Il settore delle costruzioni da solo spiega il 98% della crescita economia del primo trimestre 2021 (+871 milioni di euro rispetto +886 milioni del valore aggiunto dell’intera economia italiana.

Italia meglio delle altre top economie Ue nel recupero dei livelli pre Covid 

Nel confronto internazionale la dinamica del valore aggiunto delle costruzioni in Italia sopravanza la crescita registrata in Francia (+0,5%) ed è in controtendenza rispetto alla flessione rilevata in Germania (-4,9%) e Spagna (-4,2%).

Grazie a questo migliore andamento il valore aggiunto delle costruzioni nel primo trimestre 2021 è dell’8,2% superiore al livello pre Covid del quarto trimestre 2019, con una dinamica decisamente superiore al +1,5% della Germania, e in controtendenza rispetto al calo del 2% della media Ue e del pesante ritardo che si registra in Francia (-9,2%) e Spagna (-16,4%).

Stimoli alla domanda di lavoro 

Il buon andamento delle costruzioni si riverbera sul mercato del lavoro.

L’analisi delle comunicazioni obbligatorie del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Banca d’Italia evidenzia che nei primi quattro mesi del 2021 le attivazioni nette nel settore delle costruzioni, sono 61 mila, superiori del 50% alle 41 mila dello stesso periodo del 2019, anno pre Covid-19.  Secondo gli ultimi dati di Unioncamere-Anpal a giugno 2021 sono previste 57.640 entrate, raddoppiando le 19.380 entrate a giugno 2019, anno  pre Covid.

La crescita delle entrate è per l’84,8% determinato dagli operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici, per i quali a giugno sono previste 44.140 entrate, di cui 35,0% di difficile reperimento, quota superiore al 30,7% della media di tutti i settori.

Due anni prima gli ingressi erano dimezzati (21.510 ingressi previsti a giugno 2019) e si registrava una minore  difficoltà di reperimento (a giugno 2019 era 5,9 punti inferiore, pari al 29,1%).

Traino dell’indotto manifatturiero 

Una recente analisi del trend della manifattura evidenzia come la forte domanda di prodotti per l’edilizia, stimolata dagli interventi incentivati dal superbonus, è uno dei fattori di traino della produzione manifatturiera:

nei primi quattro mesi del 2021 si osserva un aumento della produzione del 69,8% rispetto allo stesso periodo del 2019 per articoli in plastica per l’edilizia, del 47,8% per prodotti in calcestruzzo per l’edilizia, del 30,0% per calcestruzzo pronto per l’uso, del 23,5% per altri prodotti in calcestruzzo, gesso e cemento, e del 20,5% per coloranti e pigmenti.

Stimolo da superbonus ‘semplificato’ e interventi del PNRR  

L’impulso del superbonus potrebbe ricevere una accelerazione ora che il DL Semplificazioni – come richiesto da Confartigianato – ha previsto una norma che semplifica l’accesso all’incentivo fiscale, prevedendo la più agevole CILA. 

Su questo fronte permane la necessità di una proroga dell’incentivo almeno a tutto il 2023, dato che i ritardi accumulati per eccesso di burocrazia hanno rallentato l’attività dei cantieri, soprattutto nei condomini, e vanno  recuperati con un maggior tempo a disposizione per iniziare e completare i lavori.

Il traino del superbonus si inserisce nello stimolo di più lungo periodo sul settore delle costruzioni determinato dagli  interventi del PNRR finalizzati all’efficienza energetica degli edifici su cui sono allocate risorse complessive per 22,4 miliardi di euro.

Confartigianato a livello nazionale segue costantemente i lavori parlamentari nella discussione dei provvedimenti legislativi del Governo Draghi. 

Pesano le incertezze legate ai costi della materie prime 

A maggio 2021 le attese sui prezzi delle imprese che registrano un saldo di 9,7 che rappresenta il valore più elevato da giugno 2007.

In particolare, a partire dagli ultimi mesi dello scorso anno, si registra un significativo mutamento delle condizioni di mercato riguardanti l’acciaio, il cemento, i prodotti petroliferi, il rame, i materiali plastici e i loro derivati, con una vertiginosa impennata dei relativi costi che sta determinando un’alterazione dell’equilibrio nei contratti di affidamento dei lavori, soprattutto negli appalti pubblici.

L’aumento delle quotazioni dell’acciaio e dei prodotti siderurgici deriva da un improvviso incremento della domanda del settore delle costruzioni in Cina.

Questo rimbalzo della domanda ha innescato un effetto al rialzo sulle materie prime e su tutta la filiera dell’acciaio con conseguenze su tutto il mercato mondiale.

La Cina, infatti, rappresenta oltre il 50% della produzione e del consumo mondiale dell’acciaio e in particolare, le costruzioni, in Cina, ne assorbono il 40%. 

Per andare incontro alle criticità manifestate dalle imprese del settore “Casa”, Confartigianato Imprese Sondrio ha promosso e organizzato per lunedì 5 luglio alle 17,30 un webinar dal titolo “Appalti pubblici. Ritardi di consegna e rincaro dei materiali. Come tutelarsi“.

Intervento a cura dell’Avv. Giuseppe Rusconi del Foro di Lecco, uno dei massimi esperti a livello nazionale in tema di appalti pubblici.

La corretta gestione e lo smaltimento degli inerti in edilizia – Webinar

La corretta gestione e lo smaltimento degli inerti in edilizia – Webinar Venerdì  11 giugno, ore 18:00

Gli argomenti trattati nel corso del  webinar:

La classificazione dei rifiuti (Art. 184 D.Lgs n. 152 /2006):
L’assegnazione dei codici CER dei rifiuti derivanti da costruzione e demolizione

Caratterizzazione Rifiuti (Esempi)
Deposito Temporaneo In Cantiere
Trasporto Rifiuti
Iscrizione Albo Gestori Ambientale
Compilazione Formulari
Tenuta Registro Carico e Scarico

Nella parte finale spazio ai quesiti

ISCRIVITI comunicando i tuoi dati (ragione sociale, recapito telefonico, email) ad alberto.romagnalaini@artigiani.sondrio.it

Relatori:
Dott. Geol. Luciano Leusciatti Georobica Valtellinese
Dott.sa Nicoletta Gianatti Free Work Servizi Srl  
Dott. Manuel Martinoli LGV Laboratorio Geologico Valtellinese

Se non ti è possibile partecipare al webinar in programma l’11 giugno, iscriviti per ricevere il link della registrazione appena sarà disponibile.

Per informazioni: formazione@artigiani.sondrio.it 0342.514343

Edilizia – Protocollo sicurezza covid-19 nei cantieri

Effetti Covid-19 sulle imprese del sistema Casa e le detrazioni per l’edilizia

Gli effetti dell’emergenza Covid-19 sul fatturato delle imprese delle Costruzioni

Dal 4 maggio sono riprese tutte le attività imprenditoriali legate al settore delle costruzioni e del sistema Casa. Una recente analisi  di Confartigianato ha stimato le perdite di ricavi delle Micro e Piccole Imprese (MPI) delle costruzioni durante l’emergenza Covid-19 ; a livello nazionale il calo è stato complessivamente pari al 62,5% nel bimestre marzo-aprile con una perdita di ricavi per 13,0 miliardi di euro. Per ciascuna impresa del settore si tratta di una perdita di 26 mila euro di ricavi in soli due mesi, pari all’11,1% del fatturato annuo. Ampliando l’analisi a tutto il sistema “casa” emerge che la stessa perdita ha coinvolto anche le MPI che operano nel settore dell’impiantistica mentre la riduzione è pari a 13 mila euro per le imprese che operano nellla finitura di edifici (tinteggiatura, posa vetri, pavimenti, infissi, intonacatura ecc).

La produzione mensile nelle Costruzioni

L’analisi degli indici mensili della produzione evidenzia che nella media del triennio 2017-2019 nei due mesi di marzo ed aprile (nel 2020 coincide con il lockdown) si addensa il 16,8% della produzione. Nei mesi di maggio, giugno e luglio si concentra il 28,0% della produzione. Ne consengue che nei cinque mesi (tra marzo e luglio) si realizza il 44,8% della produzione delle costruzioni ; sono i mesi in cui si concentra la produzione e nel 2020 di fatto vi è stata una totale o parziale interruzione delle attività, che va a colpire un settore già compromesso dalle crisi del recente passato.

Le detrazioni fiscali per ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus

L’impatto delle detrazioni sulla filiera della casa è di fondamentale importanza anche alla luce delle attività a cui si dedicano le imprese e in cui prevalgono le attività di rinnovo edilizio, che rappresentano i tre quarti (73,6%) della produzione del 2018, con il 52,2% di manutenzione straordinaria e il 29,9% di manutenzione straordinaria.

La spesa media per intervento

Mediamente, per ciascun intervento incentivato dalle detrazioni fiscali per l’edilizia, sono spesi 16.800 euro. Tra questi, l’importo più elevato si riferisce ai condomini con 116.400 euro per intervento, seguito dalla riqualificazione globale con 93.100 euro e coibentazione involucro con 35.700 euro. Nel dettaglio la distribuzione per tipologia di lavori investimenti sostenuti da ecobonus registra il 37,1% riferito ai serramenti, il 16,9% alle caldaie a condensazione, il 15,9% a pareti verticali, il 14,5% a pareti orizzontali, il 6,7% a pompe di calore, il 3,8% a schermature solari, l’1,1% al solare termico e lo 0,5% a building automation.

Gli effetti sull’occupazione degli investimenti sostenuti dalle detrazioni

Gli interventi incentivati hanno un rilevante effetto sul paino dell’occupazione. Considerando gli investimenti sostenuti da detrazioni in edilizia e il fatturato per addetto nelle imprese delle Costruzioni è possibile stimare che tali investimenti hanno sostenuto 243.500 occupati nelle Costruzioni pari al  17,9% degli occupati.

In termini assoluti, l’effetto anticiclico delle detrazioni fiscali è più elevato in Lombardia, in cui sono 46.600 gli occupati nelle Costruzioni assorbiti dagli investimenti incentivati. In provincia di Sondrio, il numero totale delle imprese artigiane rientranti nella filiera della casa sono 1733 e danno lavoro al 3836 addetti. Senza il sostegno degli incentivi per le ristrutturazioni ed ecobonus la situazione occupazionale delle Costruzioni sarebbe stata ancora più drammatica di quella rilevata tra il 2008 ed il 2019: nel corso di due cicli recessivi il settore ha perso oltre il 30% degli occupati.

La domanda privata sostenuta dagli incentivi fiscali ha, inoltre, consentito di attutire gli effetti della drammatica caduta degli investimenti pubblici in costruzioni: nel 2009 rappresentavano, infatti, il 2,2% del PIL mentre nel 2019 scendono sull’1,2% perdendo 1 punto percentuale di PIL, il calo maggiore tra le principali tipologie di investimenti.

La struttura imprenditoriale del sistema “casa”: imprese artigiane 

La struttura imprenditoriale del Sistema casa comprende il settore delle costruzioni ed altri comparti manifatturieri e dei servizi. Nella filiera della casa il 59,6% dell’occupazione è rappresentata dalle costruzioni, di cui 39,1% è composto dall’edilizia e il 20,5% dall’impiantistica. Il segmento dei servizi include il 25,2% della filiera, mentre quello manifatturiero comprende il rimanente 15,2% degli addetti.

In termini occupazionali si segnala che l’intero sistema casa rappresenta un terzo (32,0%) degli addetti dell’artigianato nazionale, quota 2,5 volte il 12,9% osservato per il totale delle imprese.

Il bonus del 110% 

Il Decreto ‘Rilancio’  ha determinato una manovra espansiva per 55,3 miliardi di maggiore deficit nel 2020, 26,1 miliardi nel 2021 e 34,7 miliardi nel 2022; nel triennio si tratta di 116 miliardi di euro, il triplo dei 39 miliardi di euro di maggiore deficit cumulato tra il 2020 e il 2022 dall’ultima manovra di bilancio approvata a dicembre 2019. Il Decreto, tra l’altro, rafforza gli incentivi pubblici per gli interventi di riqualificazione edilizia, introducendo un aumento della detrazione per le spese sostenute tra la seconda metà del 2020 e nel 2021 per il miglioramento dell’efficienza energetica e delle caratteristiche antisismiche degli edifici.

Lo stesso Decreto definisce nuove modalità di fruizione dell’agevolazione, estese anche alle altre spese di riqualificazione degli edifici (energetica, antisismica, di ristrutturazione, compreso il bonus facciate) sostenute nel biennio 2020-21 che non beneficiano dell’aumento della percentuale di detrazione.

Secondo i dati della relazione tecnica al provvedimento il bonus del 110% mobilita risorse per 14 miliardi di euro fino al 2026, con una media annua (2021-2026) di 2,3 miliardi di euro; si tratta di un intervento rilevante rispetto al passato, incrementando del 70,2% i 3,3 miliardi di euro all’anno (2020-2022) di spese fiscali per sismabonus ed econobonus.

In Provincia di Sondrio

“Le detrazioni fiscali in esame – afferma Gionni Gritti, Presidente provinciale di Confartigianato Imprese Sondrio – interessano in Valtellina e Valchiavenna 3834 imprese del sistema della casa – di cui 1935 nelle costruzioni, 681 nelle attività immobiliari e 864 studi di architettura, di ingegneria e tecnici – con 9089 addetti, di cui 87,6% nelle micro e piccole imprese. Per non parlare del patrimonio edilizio della provincia di Sondrio che su 67654 edifici complessivi, solamente 6175 sono edificati dopo il 2000, pari al 9,1% del totale. Il 39,4% delle costruzioni, pari a 26671 unità, risalgono a prima del 1960.  In un territorio a vocazione turistica come il nostro, dobbiamo cogliere questa opportunità per riconvertire il nostro patrimonio in un’ottica di attrattività più orientata al turismo green di lungo periodo.”

Attesi i chiarimenti sul bonus 110%

“Prima di rilevare l’effettiva efficacia di tali agevolazioni – aggiunge Paolo Panizza, Presidente provinciale di Anaepa-Confartigianato Edilizia – occorre attendere i criteri applicativi dei bonus edilizi del 110%. L’eccessivo allungamento dei tempi di applicazione dei 266 articoli del Decreto legge è stata al centro delle prime valutazioni di Confartigianato.

Le incertezze circa l’ambito di applicazione della norma e talune procedure burocratiche (visto di conformità e asseverazione) rischiano di minare l’operatività di tali disposizioni e rappresentano un freno per i nuovi lavori. Da ultimo ma non meno importante vi è il timore che la paventata conversione delle detrazioni in crediti d’imposta (liberamente cedibili) possano mettere in difficoltà le micro e piccole imprese.”

Edilizia – Riavvio attività nel rispetto delle procedure Covid-19

Come confermato dal DPCM del 26 aprile 2020, da lunedì 4 maggio potranno riprendere tutte le attività dei cantieri edili.

La ripresa sarà però sottoposta al rispetto delle indicazioni stabilite all’interno dei protocolli condivisi con le parti datoriali e le parti sociali. I protocolli dei quali si invita a prendere visione e rispettare fedelmente le prescrizioni sono:

  • – 24 aprile 2020;
  • nota – protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid-19 nei cantieri – 24 aprile 2020;
  • protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro – 24 aprile 2020;
  • Protocollo Condiviso Cantieri Edili – 19 marzo 2020;
  • Protocollo Condiviso Ambienti di Lavoro – 14 marzo 2020.

Ricordiamo che i protocolli si integrano tra loro e che pertanto, tutte le indicazioni, le prescrizioni e gli obblighi dei protocolli precedenti rimangono validi.

Ad una prima lettura del protocollo riguardante i cantieri edili del 24 aprile, e rispetto al precedente protocollo del 19 marzo, le principali integrazioni riguardano, oltre a maggiori specifiche riportate nel capitolo introduttivo quali assunzione di turnazione ed utilizzo degli ammortizzatori sociali, al capitolo 5 “dispositivi di protezione individuale” sesto capoverso l’obbligo per il CSP, coadiuvato dall’RLST o dall’RLS, di adeguare la progettazione di cantiere e verificarne la concreta attuazione, e ottavo capoverso il ruolo dell’addetto primo soccorso e gli obblighi informativi e di dotazioni personali a carico del Datore di Lavoro;

Altra novità riguarda la costituzione del Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo, capitolo dieci, che potrà, in alcuni casi, essere sostituita da un Comitato Territoriale, attenzione poi all’ultimo capoverso riguardante le funzioni ispettive di INAIL e Ispettorato e Polizia Locale.

Il suggerimento generale è quello di attivarsi al fine di applicare ed adottare in toto tutte le misure, le prescrizioni e gli obblighi indicati nei diversi protocolli sottoscritti così da garantire la ripresa in piena sicurezza delle attività.

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