Skip to main content
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Tag: Abusivismo

Trasporto Persone – TAXI-NCC, Nasce il Registro Elettronico Nazionale per smascherare gli abusivi

Il 2 luglio 2024 è firmato il decreto che istituisce il Registro informatico pubblico nazionale (RENT) delle imprese titolari di licenza per il servizio taxi e di quelle di autorizzazione per il servizio di noleggio con conducente effettuati con autovettura,

motocarrozzetta e natante a motore, istituito presso il Centro Elaborazione Dati del Dipartimento per i trasporti

e la navigazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ai sensi dell’articolo 10-bis, comma 3, del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12.

In particolare, il decreto definisce le modalità di attivazione, le specifiche tecniche, le relative modalità di accesso e di registrazione al RENT,

recependo parte delle osservazioni presentate dalla Confederazione nel corso dei numerosi incontri e confronti con il Ministero.

Nell’attesa che il Ministero emani la Circolare esplicativa del DM, si evidenziano alcune criticità rilevate nel testo che sarà nostra cura segnalare per chiarimenti al MIT:

·         art. 3. Relativamente al riferimento del contratto di durata, appare necessario specificare una durata minima del contratto;

·         art. 4. Si ritiene necessario inserire tra i soggetti che hanno facoltà di accesso al RENT, oltre che i Comuni, anche le Regioni, Province e Città metropolitane, nonché le associazioni di categoria;

·         in fase di registrazione al RENT, sarebbe utile anche indicare oltre ai dipendenti e alle altre figure indicate nel decreto, anche i collaboratori familiari sostituti alla guida e gli eventuali contratti di gestione;

·         chiarire se verrà creata una piattaforma informatica per la registrazione.

Il RENT, che sarà accessibile agli operatori taxi e NCC, nonché ai Comuni, agli UMC e agli Organi di controllo,

contiene gli estremi delle imprese esercenti l’attività di trasporto pubblico locale non di linea e i dati relativi ai contratti stipulati.

È previsto per le imprese un termine di novanta giorni per l’iscrizione nel Registro,

il quale, dopo le verifiche del ministero, sarà pienamente operativo tra centottanta giorni.

Benessere – A Rai Radio1, Confartigianato Benessere fa il punto sui pericoli dell’abusivismo

Benessere – A Rai Radio1, Confartigianato Benessere fa il punto sui pericoli dell’abusivismo

Confartigianato Benessere torna sul tema dell’abusivismo, spina ne fianco degli operatori del settore e pericolo per i clienti, questa volta con un’intervista rilasciata nei giorni scorsi dalla Presidente Tiziana Chiorboli a Francesco Ventimiglia nell’ambito del programma di Rai Radio1 “Sportello Italia”.

L’allarme è rivolto ai consumatori ed ai rischi che derivano dai trattamenti eseguiti da operatori non qualificati, in locali non a norma e in assenza di requisiti sul piano professionale ed igienico-sanitario. Tutto questo, oltre all’utilizzo di prodotti scadenti che spesso si rivelano dannosi per il cliente, contribuisce alla continua “offerta al ribasso” delle prestazioni, complici le piattaforme web che operano indisturbate ed attraggono la clientela proponendo prestazioni illegali a domicilio o addirittura in forma ambulante, in barba alla normativa di settore e dai regolamenti comunali. Confartigianato Benessere non si stanca, cogliamo ogni occasione per tutelare le nostre imprese e salvaguardare la salute dei cittadini!

 Ascolta l’intervista a Tiziana Chiorboli, Presidente di Confartigianato Benessere

Benessere – Lotta all’abusivismo: l’appello di Confartigianato Benessere ai consumatori per un fronte comune contro gli operatori irregolari

Un fronte comune imprese-consumatori per combattere l’abusivismo nel settore dei servizi alla persona: con questo obiettivo Confartigianato Benessere, insieme con Cna Benessere e Sanità, ha incontrato lo scorso 27 marzo 2024 il Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti, presieduto dal Sottosegretario On. Massimo Bitonci.

La richiesta di un affiancamento delle Organizzazioni dei Consumatori nella sensibilizzazione dei cittadini rispetto ai rischi derivanti dai trattamenti eseguiti da operatori non qualificati è supportata dai dati allarmanti relativi al tasso di irregolarità registrato nel settore, che si attesta all’incirca al 27,6%, valore che supera di gran lunga quello medio nazionale pari al 14,4%.

Il fenomeno, ampiamente radicato e diffuso in tutta Italia, è aggravato dalle conseguenze della pandemia Covid-19 e dal proliferare di piattaforme online che operano indisturbate, proponendo prestazioni a domicilio o addirittura in forma ambulante, senza curarsi dei limiti imposti dalla normativa di settore e dai regolamenti comunali.

Tiziana Chiorboli, Presidente Nazionale Confartigianato Benessere e Massimiliano Peri, Presidente dell’Unione Benessere e Sanità hanno sottolineato come l’abusivismo nei comparti della cura alla persona metta a repentaglio la salute dei cittadini rappresentando, inoltre, una forma di concorrenza sleale nei confronti delle imprese regolari e un grave danno all’immagine delle stesse.

Si è pertanto ipotizzata una campagna volta a sensibilizzare i cittadini sull’importanza di affidarsi esclusivamente a chi opera nella legalità e mette in primo piano la tutela della loro salute, che passa anche attraverso la fruizione di servizi sicuri e di qualità.

Diversi sono i messaggi che Confartigianato Benessere e Cna hanno condiviso con il CNCU, rivolti a chi si affida ad operatori non qualificati, a chi usufruisce di servizi alla persona presso la propria abitazione o in locali non a norma e a chi si affida ad operatori abusivi che eseguono, ignorando l’osservanza delle norme, trattamenti che possono essere effettuati solo da personale medico specializzato e che possono comportare danni, anche molto gravi, alla salute.

Molta sensibilità è riscontrata da parte del Consiglio, che ha condiviso gli obiettivi e con cui si auspica possa partire a breve una proficua collaborazione a beneficio dei cittadini e delle imprese del settore.

Servizi alla persona, alto abusivismo (27,6%) e forte ritardo ripresa (-11,7% valore aggiunto)

L’analisi dei dati nazionali evidenzia che il comparto che presenta il maggiore ritardo nella ripresa
post pandemia è quello centrato sui servizi alle persone: negli ultimi dodici mesi a settembre 2022
il valore aggiunto nelle attività artistiche, di intrattenimento e divertimento, riparazione di beni
per la casa e altri servizi rimane dell’11,7% inferiore al livello del 2019, con un calo cumulato di 1,8
miliardi di euro, mentre il totale economia segna un recupero dello 0,8%. In questo cluster
dell’economia è più elevata la presenza di indipendenti irregolari, con una quota che arriva al
27,6%, di oltre undici punti più elevata rispetto al 16,0% dei Servizi.


Il fenomeno preoccupante dell’abusivismo, rappresentato dal cosiddetto “mondo parallelo”
di oltre 1 milione di indipendenti irregolari, è stato descritto nei giorni scorsi da Guido Radoani,
Responsabile Sistema Impresa di Confartigianato, nel servizio ‘I fantasmi del fisco’ al TG3.
Nell’intervento è stato ricordato che l’abusivismo è un fenomeno virale, e pericolosamente
strutturato che espone alla concorrenza sleale di operatori abusivi che si spacciano per
imprenditori oltre 700 mila imprese regolari, in particolare nei settori dei servizi quali benessere,
autoriparazione, impianti, edilizia, giardinaggio, trasporto persone e merci, comunicazione.
La concorrenza sleale degli abusivi è un fenomeno sottovalutato, mentre grava in modo rilevante
sulle casse dello Stato, sulle dinamiche retributive, sulla crescita dimensionale delle imprese,
influenzando le politiche di riduzione della pressione fiscale. Serve una intensificazione delle
segnalazioni e dei controlli da parte delle autorità competenti, mentre vanno unite le forze del
mondo della rappresentanza d’impresa per contrastare il fenomeno, come si è verificato nella
lotta alla contraffazione e all’italian sounding.


Sono parecchi anni che Confartigianato, sia a livello nazionale sia a livello locale, si batte per
contrastare il crescente fenomeno del lavoro irregolare. Attraverso l’indirizzo mail
abusivismo@artigiani.sondrio.it è possibile infatti segnalare qualsiasi attività abusiva sul territorio. A seguito della segnalazione si avvierà la procedura di verifica e di attendibilità della
comunicazione e l’eventuale coinvolgimento delle autorità competenti.


La campagna e il report di Confartigianato – Nel 2022 Confartigianato ha proseguito la Campagna
nazionale di informazione contro l’abusivismo dal titolo ‘Occhio ai furbi! Mettetevi solo in buone
mani’ e ha elaborato alcuni dati fondamentali per comprendere la situazione del sommerso e
della concorrenza sleale dell’abusivismo: i cosiddetti indipendenti irregolari.
Tra i principali dati emerge che:
– 1.003.500 unità indipendenti non regolari
– 14,4% tasso di irregolarità del lavoro indipendente
– +0,7% aumento indipendenti non regolari nell’ultimo anno (2019), a fronte del calo del
2,4% dei dipendenti non regolari
– +0,4 punti, l’aumento tasso di irregolarità degli indipendenti in vent’anni
– 3,2 milioni di occupati non regolari
– 11,3% peso sul PIL dell’economia non osservata (sommerso + illegale)
– 37,9% quota del lavoro irregolare sull’economia non osservata
– 46,4% pressione fiscale reale stimata sull’economia emersa per il 2022, +5,2 punti
superiore rispetto al 41,2% di pressione fiscale effettiva
– 587.523 imprese artigiane nei settori sotto pressione per la concorrenza sleale dell’abusivismo, 82,8% delle 709.959 imprese totali nel perimetro in esame
– 45,9% dell’artigianato nei settori esposti alla concorrenza sleale del sommerso
 
Dinamica valore aggiunto nella ripresa post-pandemia e tasso irregolarità indipendenti 2022 (ultimi 4 trimestri al III trimestre 2022), var. % vs 2019, dati grezzi a prezzi costanti, 2019 per tasso irregolarità
indipendenti, sezioni L-M-N n.d. – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

Confartigianato Benessere: raccolte 50mila firme contro il ‘nero’ in zone rosse

Il Governo riapra le imprese di acconciatura ed estetica

Quasi 50mila firme per far riaprire acconciatori e centri estetici nelle zone rosse, bloccare le attività abusive e garantire la sicurezza dei cittadini.

Le hanno raccolte Confartigianato, Cna, Casartigiani con una petizione on line lanciata il 31 marzo. E ieri, 6 aprile, i Presidenti nazionali delle tre Confederazioni dell’artigianato e delle Pmi hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio Mario Draghi e ai Ministri dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, della Salute Roberto Speranza, degli Affari Regionali e Autonomie Mariastella Gelmini nella quale ribadiscono la richiesta di consentire la riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica nelle zone rosse.

“Forte è stata la partecipazione alla petizione anche in provincia di Sondrio – sottolinea Johnny Oregioni, Presidente del comparto benessere di Confartigianato Imprese Sondrio – dove, con grande senso di responsabilità, gli imprenditori e operatori , ormai esasperati, hanno contribuito a far sentire la loro voce firmando e divulgando l’invito all’adesione anche ai loro collaboratori e clienti. Come affermo da tempo, la situazione è sempre più drammatica e molte attività rischiano di chiudere definitivamente.”

“Le imprese del settore – scrivono il Presidente di Confartigianato Marco Granelli, di Cna Daniele Vaccarino e di Casartigiani Giacomo Basso – hanno accolto con grande senso di responsabilità i rigorosi protocolli igienico-sanitari, rispondendo con diligenza e rigore alle indicazioni del Governo per evitare la diffusione del virus e hanno organizzato le attività su appuntamento in modo da non generare assembramenti. Non è un caso quindi che non vi siano state in questi mesi evidenze di contagi all’interno dei saloni e dei centri estetici, ove è stata sempre garantita la massima sicurezza per operatori e clienti”.

“La sospensione delle attività – sottolineano – oltre a creare un danno economico insostenibile per le imprese del settore, ha favorito la rischiosa ed ormai ingestibile proliferazione dell’offerta irregolare, incentivando di fatto l’erogazione di servizi a domicilio, in assenza dei più comuni requisiti igienico-sanitari dettati dalle normative di settore e delle misure anti-contagio previste per lo svolgimento di tali attività”.

Chiediamo pertanto al Governo – è la richiesta di Confartigianato, Cna, Casartigiani – di intervenire con urgenza prevedendo la riapertura delle attività di acconciatura e di estetica nelle zone rosse per evitare il protrarsi della situazione di pericolo per i cittadini“.

Petizione Confartigianato Benessere

Confartigianato Benessere lancia una petizione online

Le imprese di acconciatura ed estetica devono poter riaprire anche in zona rossa. Acconciatori e estetiste: in Lombardia persi 450 milioni di ricavi nel 2020

In vista del DPCM di prossima emanazione,  Confartigianato in collaborazione con Cna e Casartigiani, si mobilita a sostegno di tutto il settore Benessere promuovendo una petizione affinché la riapertura delle imprese in zona rossa possa arrestare il dilagare dell’abusivismo.

 “La situazione economica è particolarmente grave in questo settore ad alta presenza di imprese artigiane – afferma Johnny Oregioni, Presidente regionale del comparto Acconciatori di Confartigianato – e gli effetti negativi della concorrenza sleale dell’abusivismo sulle imprese regolari del settore, ampliati a seguito dei lockdown e la chiusura delle attività del benessere, sono particolarmente pesanti: sulla base dei dati Istat,infatti, si stima nei servizi alla persona un tasso di lavoro indipendente irregolare del 26,1%, per cui la chiusura di acconciatori e centri di estetica nelle aree rosse apre spazi di domanda per un’offerta irregolare caratterizzata da un esercito potenziale di abusivi composto in Lombardia da 7 mila soggetti.Dal 6 marzo all’inizio di aprile 2021 in Lombardia, in area rossa per 22 giorni, la chiusura delle attività regolari ha reso contendibile all’abusivismo il 71% dei ricavi.”

450 milioni di euro sono i mancati ricavi totalizzati nel 2020 nella sola Lombardia dalle quasi 25mila imprese del settore del benessere, tra i comparti più colpiti dagli interventi di contenimento della pandemia,secondo quanto emerso da un recente sondaggio dell’Osservatorio di Confartigianato Lombardia.

Il settore, a tutela di clienti e dipendenti, si è dotato di tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie.

A dimostrazione della non correlazione sulla trasmissione del virus da parte delle attività del comparto benessere vi è il dato certo che saloni di acconciatura e centri estetici, in questi mesi, non abbiano rappresentato fonte di contagio proprio in virtù delle modalità organizzative che hanno adottato lavorando su appuntamento e non generando assembramenti. Riteniamo quindi ingiustificato che il Governo confermasse il divieto di apertura di tali attività nelle zone rosse e altrettanto incomprensibile sarebbe reiterare la discriminazione che nei decreti dello scorso autunno aveva portato alla chiusura dei soli centri estetici.

Inoltre, ci preme evidenziare che a causa delle difficoltà economiche in cui versano le imprese, procrastinare la chiusura delle attività rappresenterebbe una condanna a morte per molte imprese del settore. Le imprese non riusciranno a resistere ancora per molto.

Confartigianato, assieme a Cna e Casartigiani, chiedono, pertanto, al Governo segnali immediati di attenzione permettendo ai saloni di acconciatura e ai centri estetici di riprendere la propria attività anche in zona rossa. 

Per firmare la petizione basta andare sul portale Change.org oppure collegarsi direttamente al link http://chng.it/kQY4SsphXp

Il testo della petizione

Saloni di acconciatura e centri estetici sono luoghi sicuri, per clienti, dipendenti e imprenditori. La loro chiusura apre la strada agli abusivi, che approfittano dei divieti per entrare nelle case senza rispettare alcuna misura di sicurezza, con il rischio che il virus si diffonda più facilmente.

I provvedimenti del Governo hanno prima imposto alle imprese di acconciatura ed estetica di adeguarsi a loro spese ai protocolli anti-Covid e poi le hanno costrette a nuove, insostenibili chiusure, nonostante queste attività non abbiano rappresentato fonte di contagio, anche perché lavorando su appuntamento, non generano assembramenti.

Per questo ci stiamo battendo per chiedere al Governo che queste imprese siano autorizzate a riaprire anche nelle zone rosse. Se così non sarà, gli abusivi continueranno a operare indisturbati.

Imporre la chiusura delle attività è una condanna a morte per tante imprese regolari che non riusciranno a resistere ancora per molto. Ecco perché Confartigianato, di concerto con CNA e Casartigiani, invitano tutti, cittadini e imprenditori del settore, a firmare la petizione per chiedere a Governo e Parlamento di consentire ad acconciatori ed estetiste di riprendere la propria attività anche in zona rossa.

Abusivismo settore benessere, manteniamo alta la guardia

La tutela della salute e il rispetto della legalità al primo posto.

In questa delicata fase della vita sociale ed economica la priorità assoluta è legata al contenimento della pandemia e ogni azione deve tendere alla gestione della grave situazione sanitaria.  Molte attività hanno dovuto fare i conti con misure che hanno ridotto sensibilmente il proprio volume d’affari ed altre ancora hanno chiuso e fra queste rientrano i Centri Estetici.

La chiusura di questi ultimi – come già  è accaduto nei mesi di marzo ed aprile – ha determinato purtroppo un incremento di coloro che offrono tali prestazioni in modo abusivo.

Il tema – che storicamente non colpisce solo i servizi alla persona –  si è avvertito già nella scorsa  primavera ed è stato riproposto da Confartigianato Sondrio nel corso della  II^ Sezione “Sviluppo economico e attività produttive” della Conferenza Provinciale Permanente convocata giovedì 12 novembre dal Prefetto di Sondrio.

Il fenomeno del “sommerso” rappresenta una piaga diffusa in Italia e in alcune aree del territorio gli abusivi godono anche di una velata “protezione sociale” in quanto spesso sono percepiti come soggetti dotati di buona volontà e grandi lavoratori.

Con la diffusione del passaparola, anche tramite i social network, è sempre più facile imbattersi in “falsi professionisti” che si propongono a prezzi contenuti senza alcuna garanzia sul piano della salute per gli utenti e sono naturalmente invisibili per le casse dello Stato oltre che al di fuori di ogni controllo da parte delle autorità.

Confartigianato Sondrio – che rappresenta oltre 460 imprese del comparto operative in Valtellina e Valchiavenna, che danno lavoro a quasi 900 persone –  da anni si batte per contrastare il fenomeno del “lavoro abusivo”, che nel settore dei servizi alla persona (Acconciatori ed Estetisti) arriva al 26,3%, di molto superiore alla media nazionale del lavoro irregolare nelle altre attività (piccoli lavori edili, riparazione, sartoria, etc) che è pari al 15%.

La Categoria “Benessere” attiva in seno a Confartigianato Sondrio, è impegnata su diversi fronti nella difesa e nella tutela di queste importanti professioni artigiane e rinnova l’invito a non affidarsi a operatori non in regola. “L’Associazione – afferma Johnny Oregioni, Presidente provinciale del comparto –  è l’espressione della rappresentanza di parrucchieri, acconciatori, barbieri e poi estetisti, onicotecnici ed esperti della cura della persona e della bellezza da oltre 70 anni ed è da sempre aperta ad ascoltare le esigenze ed i bisogni di tutti gli associati che lavorano in totale trasparenza ed in regola”

Questo comparto è cresciuto negli anni con professionalità nuove e ricomprende acconciatori, estetisti, onicotecnici e tutte le attività legate alla cura del corpo. La Categoria per contrastare il fenomeno del sommerso ha promosso numerose campagne di comunicazione e di sensibilizzazione e da qualche tempo ha istituito un apposito indirizzo mail dedicato alle segnalazioni abusivismo@artigiani.sondrio.it

I falsi professionisti si offrono con diversi strumenti e la segnalazione agli uffici dell’associazione diventa la via più corretta sul piano legale per poter allertare le autorità competenti ed effettuare i controlli del caso.

Ci sono state decine di segnalazioni negli ultimi anni e per ognuna di queste è scattata la procedura interna di segnalazione alle amministrazioni e alle autorità competenti.

Il punto di partenza deve necessariamente essere la segnalazione puntuale e mirata da parte di chiunque venga a sapere casi di soggetti che erogano servizi alla persona in modo abusivo presso il proprio domicilio o presso quello del cliente.

A ulteriore supporto delle imprese regolari, a livello provinciale l’associazione ha chiesto a più riprese che il contrasto all’abusivismo sia messo fra le priorità degli organi di controllo. Lo ha fatto nel 2019 chiedendo al Prefetto la costituzione di un “Tavolo permanente di confronto” per valutare le azioni più opportune per affrontare i casi segnalati.

La Prefettura così come tutti gli Organi di controllo hanno dato ampia disponibilità nel contrastare un fenomeno tanto diffuso quanto difficile da sconfiggere anche laddove vi è in gioco la salute e la sicurezza come nel caso della cura della persona.

“La sensibilità dell’associazione nella tutela degli artigiani – aggiunge Oregioni – che con il loro saper fare creano ricchezza nella nostra provincia, si misura anche dalla costante attenzione che riserva alla formazione e alla crescita professionale degli operatori e dei giovani, senza creare false aspettative ma puntando sulla competenza.. Contrastare il fenomeno del sommerso significa difendere questa professionalità e difendere l’importante valore della legalità”.

L’abusivismo nel settore del benessere. Appello ai consumatori e agli Organi di controllo

Difendiamo la salute e il rispetto della legalità.

Il mix di lockdown e concorrenza sleale ha generato nei mesi tra marzo e maggio elevatissime perdite per i settori dell’acconciatura e dell’estetica. Le imprese regolari, infatti, oltre ad un calo totale del fatturato dovuto alla chiusura forzata, hanno dovuto fare i conti con un incremento esponenziale dell’abusivismo.

Confartigianato Imprese Sondrio, che rappresenta le oltre 460 imprese del comparto operative in Valtellina e Valchiavenna, che danno lavoro a quasi 900 persone, da oltre 10 anni si batte per contrastare il fenomeno del lavoro abusivo, che in questo settore arriva al 26,3%, di molto superiore alla media nazionale del lavoro irregolare nelle varie attività economiche che è pari al 15%.

Il fenomeno del “sommerso” rappresenta un fenomeno molto diffuso in Italia e in alcune aree del territorio gli abusivi godono anche di una velata “protezione sociale” in quanto spesso sono percepiti come soggetti dotati di buona volontà e grandi lavoratori. In una ricerca dell’Ufficio Studi di Confartigianato del marzo 2019 è stato calcolato anche il danno erariale derivante dall’evasione tributaria e contributiva conseguente. Una perdita rilevante per le casse dello stato.

L’associazione, l’unica sul territorio che tutela attivamente le imprese del comparto benessere, che ricomprende acconciatori, estetisti, onicotecnici e tutte le attività legate alla cura del corpo, ha istituito da anni un apposito indirizzo mail dedicato alle segnalazioni abusivismo@artigiani.sondrio.it

Purtroppo il personale e i professionisti che ricoprono ruoli all’interno dell’associazione non hanno il potere e i mezzi per intervenire direttamente ma necessitano di una segnalazione per poter avvertire le autorità competenti e indicare dove intervenire. Questa non è certamente una mancanza di volontà ma di strumenti e procedure legali snelle.

Ci sono state decine di segnalazioni negli anni e per ognuna di queste è scattata la procedura interna di segnalazione alle amministrazioni e alle autorità competenti.

Il punto di partenza deve necessariamente essere la segnalazione puntuale e mirata da parte di chiunque venga a sapere casi di soggetti che erogano servizi alla persona in modo abusivo presso il proprio domicilio o presso quello del cliente.

L’invito ad un impegno di consumatori e imprenditori a segnalare i casi dubbi di abusivismo e di esercizio illegale della professione, siano essi acconciatori, siano essi estetisti, è sempre aperto. Ricordiamo infatti che nel settore del benessere la presenza di tali fenomeni assume un connotato ancor più negativo giacché accanto alla concorrenza sleale verso gli operatori regolari in gioco vi è la salute delle persone.  Il lavoro irregolare, oltre ad un danno all’erario, non ha nessun rispetto delle norme igienico sanitarie obbligatorie per tutte le attività che operano nella legalità e che garantiscono tutte le operazioni volte alla tutela della salute di clienti e operatori.

A ulteriore supporto delle imprese regolari, a livello provinciale l’associazione ha chiesto a più riprese che il contrasto all’abusivismo sia messo fra le priorità degli organi di controllo. Lo ha fatto nel 2019 chiedendo al Prefetto la costituzione di un Tavolo permanente di confronto per valutare le azioni più opportune per affrontare i casi segnalati.

Tra le varie attività che Confartigianato Imprese Sondrio svolge a supporto delle attività del benessere non è da dimenticare la collaborazione ormai consolidata con il PFP Valtellina per dare una formazione tecnico pratica alle future generazioni di imprenditori del nostro territorio.

“La sensibilità dell’associazione alla tutela degli artigiani – afferma Johnny Oregioni, Presidente della Categoria Benessere di Confartigianato Imprese Sondrio – che con il loro saper fare creano ricchezza nella nostra provincia, si misura anche dalla costante attenzione che riserva alla formazione e alla crescita degli imprenditori di oggi e di domani. La fruttuosa collaborazione con il Polo di Formazione Professionale verrà ulteriormente ampliata dal prossimo anno scolastico con il coinvolgimento anche degli alunni del comprensorio di Sondalo.”

CONTATTI