La formazione professionale e l’alternanza scuola/lavoro.

Collaborazione tra istituti e imprese per valorizzare il territorio.

In queste ultime settimane si è riaperto un confronto anche sulla stampa locale, sull’importanza della formazione tecnica e professionale. 

In alcune occasioni diversi autorevoli rappresentanti del mondo scolastico e della società hanno posto in evidenza la difficoltà delle imprese nel reperire figure professionali con la necessaria preparazione.

Allo stesso tempo è emersa in più occasioni la necessità di ribadire ancora una volta che non esiste una formazione di serie “A” e una di serie “B”. 

Si tratta di una riflessione che le associazioni di categoria accolgono con assoluto favore non foss’altro perché questi principi Confartigianato Sondrio (e non solo lei) ha ripetuto negli anni su pressoché tutti i tavoli di confronto. 

A cominciare dal lontano 2002 quando a Chiavenna venne costituita (e poi ripresa nel 2012) la “Commissione per lo sviluppo e la promozione della formazione professionale in Valchiavenna”; una iniziativa che vedeva impegnati l’Istituto Professionale, gli Enti Locali e Confartigianato Imprese Sondrio. 

Lo scopo della Commissione era proprio di valorizzare la formazione professionale nei giovani e nelle loro famiglie ed è un vero peccato che proprio in Valchiavenna sia stata abbandonata e mortificato lo spirito propositivo e di sinergia fra il mondo pubblico e quello privato degli anni passati. 

La formazione professionale ha attraversato in questi ultimi anni una fase di evoluzione e di innovazione ma si è mantenuta alta l’attenzione sul nostro territorio. Sebbene il pensar comune considera erroneamente questi istituti o questa formazione di serie “B” la realtà è che da questi corsi e percorsi di formazione professionale escono ogni anno giovani pronti ad affrontare il mondo del lavoro e trovano tutti un’occupazione. Essere “pronti” al mondo del lavoro non è sinonimo di avere tutte le competenze giacché quelle si acquisiscono in azienda ma il percorso scolastico offre comunque ai giovani una formazione in linea con il mercato del lavoro. 

Negli anni si è fatta sempre più stretta infatti la collaborazione tra il mondo del lavoro e gli istituti professionali del territorio, grazie agli accordi tra Confartigianato Sondrio e PFP Valtellina o con l’Enaip Lombardia (polo di Morbegno), che prevedono l’inserimento di vari moduli e approfondimenti affidati agli artigiani imprenditori nei settori del benessere (acconciatura ed estetica), della moda, della bioedilizia, della meccanica e dell’alimentare. 

Grazie a queste lezioni – svolte sia in aula sia nelle botteghe e nei saloni – gli studenti entrano in contatto con le nuove tecnologie e il lavoro così come viene svolto quotidianamente dai professionisti; gli artigiani e gli imprenditori assumono così un ruolo diretto nella formazione professionale dei giovani. 

Con la sinergia fra scuola e mondo del lavoro e dell’impresa è possibile a volte valorizzare il talento e la passione e non ultimo assicurare un futuro ai mestieri tradizionali del territorio.

“L’alternanza scuola-lavoro è già una realtà in diversi paesi fra cui la Germania e la Svizzera (sistema duale) – afferma Gionni Gritti, Presidente di Confartigianato Imprese Sondrio – ed è anche il modello a cui si ispirano le politiche dell’Unione Europea. Da anni Confartigianato si batte per un rafforzamento dell’apprendistato in questa direzione. Quello che purtroppo  manca è il riconoscimento (anche concreto) all’artigiano e ai professionisti in genere di questo fondamentale ruolo formativo. Non si tratta di sostituire la formazione scolastica con quella sul campo, ma di creare le migliori condizioni per dare continuità ad un patrimonio di conoscenze e di abilità che solo il mondo reale può assicurare ai nostri giovani”. 

In alcuni comparti, come ad esempio quello del Benessere, la formazione professionale è l’unica che assicura per legge le abilitazioni tecniche obbligatorie per poter svolgere determinate attività, sia come operatori dipendenti sia come titolari di impresa. 

In un territorio interamente montano in cui fare impresa è più difficile rispetto ad altre zone, bisogna puntare a formare i giovani nelle professioni tradizionali ma sempre attenti alle evoluzioni del mercato e delle esigenze della clientela. Le sinergie tra mondo della scuola e imprenditori sono uno strumento fondamentale.

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