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Stato dell’arte ed iniziative Confartigianato in merito al decreto ministeriale del 1° settembre 2021 in materia di obbligo di qualifica dei tecnici manutentori dei presidi antincendio

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Come noto con il Decreto Ministeriale13 settembre 2024 che ha modificato ed integrato il Decreto 1 settembre 2021 recante «Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio,

ai sensi dell’articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81» – dal 25 settembre 2025 entrerà in vigore l’obbligo per la qualifica dei tecnici manutentori dei presidi antincendio.

È bene precisare che il suddetto obbligo non riguarda soltanto le imprese operanti nel settore impianti, seppure abilitate ai sensi del D.M. 37/2008, ma anche tutte quelle che svolgono attività di manutenzione dei presidii antincendio (inclusi serramentisti del settore metallo e legno).

A titolo esemplificativo, di seguito si riportano i presidi interessati:

  • Estintori
  • Idranti
  • Porte e finestre tagliafuoco
  • Sprinkler
  • IRAI-rilevazione allarme incendio
  • EVAC
  • Impianti ad estinzione gassosa
  • Impianti a schiuma
  • Impianti aerosol
  • Impianti “water-mist”
  • Impianti a polvere
  • Impianti a riduzione d’ossigeno
  • Impianti a pressione differenziale

A partire dal 25 settembre 2025 sarà obbligatorio per le persone che effettuino attività di manutenzione sui suddetti presidi, essere “qualificati” mediante il possesso di un’attestazione rilasciata dai Vigili del Fuoco, previo superamento di specifico esame.

A tale riguardo, lo scorso 3 dicembre 2024 il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha emanato la Circolaren. 19631 (All.1), contenente le prime istruzioni operative i cui punti principali di seguito riassumiamo:

1. Presentazione della domanda di ammissione all’esame:

L’intero iter per la gestione della domanda va effettuato dalla persona che intende qualificarsi, unicamente a mezzo autenticazione digitale, con SPID/CIE, sul portale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco – Servizialcittadino|Home compilando,

nella finestra “Abilitazione Tecnici Manutentori Qualificati” un apposito modulo, specificando altresì per quale o quali presidi antincendio il soggetto intenda, appunto, qualificarsi.

La persona dovrà infine selezionare, in apposito menu, la sede d’esame per ogni presidio, fra quelle in quel momento disponibili e precisare se ricade (vedi meglio oltre) nel caso d’esame 1 oppure 2, allegando in formato elettronico la documentazione probatoria relativa.

Da ultimo, per validare la richiesta, il soggetto dovrà poi effettuare il pagamento della marca da bollo e del contributo amministrativo, attraverso il sistema PagoPA.

Si precisa che il soggetto che intende qualificarsi può delegare, per le attività suddette, altra persona fisica (es.: l’impiegato associativo o della società di servizi di Confartigianato); tale possibilità è stata resa disponibile su espressa richiesta della Confederazione.

2. Rilascio del Nulla Osta Transitorio (NOT):

In premessa, si ricorda che i manutentori non hanno alcun obbligo di essere autorizzati per continuare ad effettuare le manutenzioni antincendio, almeno sino al prossimo 25 settembre 2025.

Qualora essi decidano, invece, di iscriversi, ai fini del sostenimento dell’esame, dovranno seguire la procedura di cui al precedente punto 1.

In caso di valutazione positiva della documentazione allegata digitalmente, viene immediatamente rilasciato un Nulla Osta Transitorio, NOT, che consente alla persona di continuare ad operare in attesa della qualificazione (esame); sarà rilasciato, allo scopo, un NOT per ogni presidio prescelto per la qualificazione.

Se, invece, la documentazione è incompleta, errata o del tutto mancante, la persona, od il suo delegato, dovrà integrarla/modificarla/produrla.


3. Criteri di esame aggiornati:

L’esame mira a verificare il possesso di conoscenze teoriche e di competenze pratiche della persona, con una prova per ciascun presidio antincendio prescelto; sono possibili due modalità, alternative, di esame:

  • Caso esame 1: esame «completo» con prova scritta, orale e pratica, a seguito di corso di formazione; è ammessa (ma NON obbligatoria per l’esaminando) l’allegazione e validazione, ai fini dell’acquisizione di eventuali crediti formativi, del Curriculum Vitae della persona.
  • Caso esame 2: esame «ridotto», orale + pratico, per chi possiede già determinate certificazioni ed esperienza comprovata sul presidio. È sempre obbligatorio allegare il proprio Curriculum Vitae.

Entrambi i casi prevedono valutazioni basate su punteggi per ogni prova, oltre che sul Curriculum Vitae della persona che si intende qualificare.

Sono presenti, in sintesi, due soglie di punteggio di “sbarramento”, al superamento delle quali la persona s’intende qualificata per un dato presidio.

Nel caso 1 la soglia è 70/100; nel caso 2 essa è 50/100. Il CV viene valutato, al massimo, 10 punti, in ambedue i casi di esame.

La prova scritta del caso 1 vale massimo 20 punti. In ambedue le modalità d’esame, infine, la prova orale vale massimo 20 punti, mentre quella pratica massimo 50 punti.

I respinti all’esame “semplificato” potranno esperire un secondo ed ultimo tentativo; qualora non superassero la prova, saranno obbligati a sostenere, presentandosi per la terza volta,

un esame completo, “caso 1”, ma solo previa frequenza d’un corso di formazione obbligatorio.

4. Persone che abbiano frequentato e superato un corso di formazione riconosciuto dal Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco prima del 1° settembre 2021 (titolo di “attestazione di idoneità tecnica”): in questo caso, di diritto, il CV viene validato con 10 punti mentre l’attestato di fine corso garantisce l’acquisizione “automatica” di 5 punti.


5. Aggiornamento delle tariffe:

Gli importi richiesti per le valutazioni dei requisiti, attività a cura delle Direzioni provinciali del Corpo nazionale dei VV.F. sono, di recente, stati incrementati; chi abbia già presentato domanda, dovrà quindi integrare il pagamento per la differenza.

Infine, si precisa come l’attestato di qualifica abbia una durata di 5 anni, al termine dei quali è obbligatorio frequentare un corso di aggiornamento, di durata pari alla metà del monte ore del corso di formazione per lo specifico presidio.

Sul mantenimento della qualifica verranno fornite ulteriori istruzioni operative ufficiali da parte del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco nelle prossime settimane;

tuttavia la Circolare in oggetto precisa come la durata delle stesse dovrà essere non inferiore alla metà del monte ore del corso <<caso 1>> per lo specifico presidio antincendio.

6.Tabella sinottica di valutazione dei Curricula Vitae delle persone che intendono qualificarsi:

Come si può evincere dalla Tabella, viene ora valorizzata sia l’esperienza pregressa della persona da esaminare (minimo di tre anni e massimo di dieci) sia il titolo di studio, sia infine eventuali corsi o aggiornamenti effettuati, purché inerenti alla qualificazione richiesta.

I colleghi del Sistema Imprese, che partecipano alle riunioni dell’Osservatorio, presso la sede Centrale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco delle Capannelle (Roma),

hanno avviato un’attività di selezione dei centri di formazione abilitati per i corsi e per gli esami relativi, al fine di addivenire ad un “convenzionamento” nazionale, non vincolante, per il Sistema associativo.

Si sta poi valutando di organizzare un format di «corso di formazione di “ripasso”», per le persone che intendano qualificarsi facendo valere la transitoria possibilità offerta dalla modalità d’esame “semplificato” (solo orale e pratico).

Infine, a seguito dell’ultima riunione dell’Osservatorio tenutasi lo scorso 11 marzo si riporta una sintesi dello “stato dell’arte” del dossier in oggetto:

– Risultano presentate, alla data del’’11 marzo 2025, 1.600 domande d’esame (prevalentemente sui presidii di minore “complessità”, tipo EVAC ed estintori).

Si precisa che esse pertengono ad un numero sensibilmente inferiore di persone, poiché i soggetti che si sono iscritti hanno prescelto, in media, tre presidii.
– Dal 12 marzo u.s., tutte le domande di sostenimento d’esame potranno essere presentate esclusivamente a mezzo portale web dedicato del Corpo nazionale (vedi sopra).

– Su richiesta di Confartigianato il Corpo nazionale valuterà se rendere pubbliche le domande (quiz) a risposta multipla, come avviene di norma per prove e verifiche di rilevanza pubblica consimili.

– La Confederazione ha richiesto l’emanazione di un facsimile di CV per le persone che rientrino nello schema di qualificazione semplificato (tre anni di esperienza).

Inoltre, per coloro i quali vantino esperienza ma non siano in possesso di alcuna attestazione aziendale (es.: azienda fallita, chiusa o rapporto di lavoro risolto non “in bonis”), il Corpo nazionale valuterà di emanare un’apposita auto-dichiarazione.

– Confartigianato ha poi formalmente richiesto che il regime del cosiddetto <<NOT>> ovverosia il “Nulla Osta Transitorio” alla continuazione delle attività manutentive, venga formalizzato con un atto amministrativo, giacché si stanno verificando casi in cui esso venga richiesto per gare d’appalto pubbliche/private, impropriamente,

oppure sia considerato un requisito essenziale per la qualificazione dell’appaltatore della manutenzione, anche ai sensi del Testo Unico SSL, laddove viceversa esso NON è requisito obbligatorio, almeno sino al 25 settembre.

Inoltre, si è chiesto che la durata del <<NOT>> sia illimitata, ovviamente nelle more del sostenimento dell’esame di qualificazione e che non abbia invece, come ora previsto, durata di soli 12 mesi.

– È stato chiesto al Corpo nazionale di chiarire il ruolo del “membro tecnico esterno” in seno alla Commissioni d’esame, ovvero un rappresentante dei manutentori, che a parere della scrivente – rappresentato al Corpo nazionale – deve avere un peso nella valutazione finale della persona candidata.

– È stato infine rappresentato  al Corpo nazionale quanto segue:

a) Vi è una copertura incompleta del territorio nazionale da parte dei soggetti formatori: sono senza centri di formazione e sedi d’esame numerose regioni, al nord, centro, sud, compresa la Sardegna;

b) Si rileva la scarsa trasparenza sul costo/tariffe di formazione sui portali degli Enti di formazione; Confartigianato ha invitato il Corpo a prevedere obblighi di trasparenza in tal senso verso gli enti di formazione;

c) Si stigmatizza l’elevato costo della formazione (circa 1000 euro, in media, a presidio, oltre a tasse e imposte statali);

d) Si denunzia la farraginosità del meccanismo di “preaccordo” fra persona da esaminare e sede d’esame da scegliere per la verifica, all’atto della registrazione sul portale web dedicato.

Il Corpo nazionale ha preannunciato che valuterà, in presenza delle suddette criticità, se concedere un’ulteriore proroga, “scavallando” cioè il termine fissato per il 25 settembre 2025.

La prossima riunione dell’ Osservatorio si terrà il 2 aprile e di essa si darà tempestiva comunicazione degli esiti della stessa.

La Confederazione, alla luce di tutto quanto sopra, tenuto conto dell’importanza del provvedimento e con lo scopo di fornire quante più informazioni possibili nel merito, organizzerà – presumibilmente nel mese di aprile, un webinar dedicato cui potranno partecipare anche le imprese associate interessate.

Per ogni informazione in merito, Dr. Pietro Della Ferrera pietro.dellaferrera@artigiani.sondrio.it 347.3698217

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