Il manifesto delle imprese, cinque priorità per rilanciare il paese

Cinque punti per rilanciare il Paese. E’ questa la sintesi del documento presentato venerdì scorso dalle organizzazioni produttive del Paese: Rete Imprese Italia (Confartigianato, Casartigiani, CNA, Confcommercio, Confesercenti), Confindustria, Ania, Alleanza delle Cooperative e Abi.

L’Italia – si legge nel documento – si trova ad un bivio. Può scegliere tra la strada delle riforme e della crescita in un contesto di stabilità dei conti pubblici o, viceversa, scivolare verso un declino economico e sociale. Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti, Governo, Parlamento, forze politiche, parti sociali, pochi punti prioritari per salvare l’Italia e per rilanciare la crescita: Spesa pubblica e riforma delle pensioni – Riforma fiscale – Cessioni del patrimonio pubblico – Liberalizzazioni e semplificazioni – Infrastrutture ed energia.

In 17 pagine, le organizzazioni delle imprese indicano alcuni interventi di riforma che non possono più essere rinviati. Riportiamo qui di seguito una sintesi del documento.

Progetto delle imprese per l’Italia

Riforma pensionistica:

  • Elevare l’età pensionabile: elevare a 65 anni dal 2012 l’età per il pensionamento di vecchiaia delle donne anche del settore privato.
  • Anticipare al 2012 l’avvio del previsto meccanismo di aggancio automatico dell’età pensionabile all’ aumento della speranza di vita.
  • Portare a 62-68 anni la forcella di età di pensionamento flessibile prevista nel regime contributivo.
  • Riforma delle pensioni di anzianità: Abolire l’attuale sistema delle pensioni di anzianità.
  • Consentire il pensionamento anticipato rispetto all’età di vecchiaia (65 anni per tutti e gradualmente incrementata in base all’aumento della speranza di vita), ma solo con una correzione attuariale della prestazione commisurata agli anni di anticipo.
  • Abrogare tutti i regimi speciali previsti dall’INPS e dai diversi enti previdenziali.

Riforma fiscale:

  • Recuperare competitività riducendo il costo del lavoro.
  • Incrementare almeno del doppio gli importi forfetari attualmente previsti della deduzione per cuneo fiscale.
  • Prolungare la deduzione dalla base imponibile IRAP delle spese relative agli apprendisti anche successivamente alla trasformazione del loro contratto di lavoro.
  • Stimolare produttività, ricerca e innovazione.
  • Rafforzamento patrimoniale e dimensionale delle imprese, internazionalizzazione
  • Prevedere da subito “l’aiuto alla crescita economica” che consente una riduzione del prelievo Ires commisurata al nuovo capitale immesso nell’impresa sotto forma di conferimenti in denaro da parte dei soci o di destinazione di utili a riserva.
  • Mantenere i regimi fiscali che favoriscono le reti di imprese.

Certezza del diritto

  • Riformulare integralmente la normativa che definisce gli elementi essenziali dell’abuso del diritto in ambito fiscale;
  • Individuare legislativamente i soggetti esonerati all’Irap in quanto privi di organizzazione.

Contrasto all’evasione e prelievo patrimoniale ordinario.

  • Fissare a 500 euro il limite per l’utilizzo del contante;
  • Incentivare l’emersione di fatturato prevedendo per i contribuenti soggetti agli studi di settore un “premio” fiscale legato all’aumento del reddito e fatturato rispetto alla soglia di congruità.
  • Introdurre l’obbligo, per le persone fisiche, di indicare lo “stato patrimoniale” nella dichiarazione dei redditi.
  • Applicare, sul patrimonio netto delle persone fisiche, un’imposta patrimoniale, ad aliquote contenute e con le necessarie esenzioni.
  • Revisione IRPEF: avviare la revisione dell’Irpef sui redditi più bassi.

Cessioni del patrimonio pubblico:

Dismettere gli immobili pubblici e privatizzare le partecipazioni societarie degli enti locali.

Liberalizzazioni e semplificazioni:

  • Liberalizzare trasporti e servizi pubblici locali
  • Rafforzare il ruolo dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
  • Liberalizzare le attività economiche e i servizi professionali
  • Assicurare alle imprese regole omogenee su tutto il territorio nazionale
  • Completare le semplificazioni amministrative e normative
  • Accelerare i tempi della giustizia civile

Infrastrutture, efficienza energetica:

1. Investimenti pubblici e infrastrutture:

  • Concentrare le risorse sulle grandi priorità infrastrutturali, d’interesse europeo e nazionale, e su pacchetti di piccole opere, riprogrammando le risorse disponibili.

2. Efficienza energetica:

  • Prorogare l’attuale livello di incentivazione fiscale strutturalmente fino al 2020.
  • Introdurre una normativa orientata a promuovere l’uso di standard tecnologici più efficienti in tutti i nuovi investimenti.

Crisi, Rete Imprese Italia, Riforme

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